Sabato ho iniziato il corso di Joomla 1.5, con il Francesco della GiBiLogic.
Niente a che vedere con gomitoli, carta e decorazioni varie.
Joomla è un Content Management System (CMS) Open Source, un gestore di contenuti per siti web. Quello usato per realizzare il nuovo sito Hobbydonna.it.
I software Open Source sono rilasciati con una licenza tale per cui ogni sviluppatore può mettere mano al codice sorgente, portando miglioramenti e completezza al progetto iniziale. Insomma, pur essendo lontana anni luce dalle mansioni di sviluppatore, posso dire di apprezzare pienamente la filosofia che sta dietro al concetto di Open Source.

Con questo corso sto imparando a installare il programma, gestire il pannello amministrativo (decisamente più “agile” della versione precedente), la gerarchia dei vari componenti, i templates ecc. ecc. In pratica un modo per realizzare un sito web anche per chi, come me, non sa (non ancora) a menadito l’Html e Css.

I tempi in cui seguivo le lezioni a scuola (parole grosse) sono passati da mo’, quindi frequentare corsi così impegnativi per me è … impegnativo :) Ma anche un sacco stimolante.
E poi ho un profe d’eccezione!


Dato che non ho per il momento il tempo di fare nulla con le mie manine, vi faccio vedere i lavori realizzati da altri.
Prima è toccato alle tartarughine di Scarabocchio, ora è la volta degli Amigurumi di Rita. Non sono carinissimi?

Questa tecnica giapponese mi piace moltissimo, è in circolo almeno da due o tre anni, ma io l’ho conosciuta più recentemente. Gli Amigurumi sono dei piccoli animaletti o altri oggetti imbottiti, lavorati sia con l’uncinetto che con i ferri.
In rete si trova molto materiale da spulciare, e per chi vuole cimentarsi esistono numerosi tutorials. Ad esempio qui e qui (sono in inglese).

Il primo pupazzo Amigurumi che mi è capitato di vedere è forse il più noto. Si tratta di Amineko, un gatto nato dalla fantiasia di una ragazza giapponese, Nekoyama. Ho letto in alcuni blog che questa ragazza fotografa i suoi gatti in posa, oppure li porta con sè e li fotografa in giro per il Giappone. Tutto ciò mi ricorda quello che faccio io con il mio papero, ma questa è un’altra storia.

Nekoyama ha realizzato e tradotto in inglese lo schema del suo Amineko, tutto senza scopo di lucro. Perciò, chi volesse knittare o crochettare il proprio gatto Amigurumi, lo faccia con lo stesso spirito.

Qui sotto i gatti di Nekoyama in posa.

Qui potete vedere il video realizzato da Scarabocchio, che insegna a realizzare le sue simpaticissime tartarughine in pasta sintetica.

Credo che meriti un’occhiata. Anche più di una ;)

Anna, sei stata bravissima!

Oggi sono rimasta in casa, sopportando un caldo infernale. Infernale per me, che spero ogni giorno in qualche goccia di pioggia, o in qualche nuvola che dia l’illusione di una tregua.
E alla faccia della temperatura, ho pulito lavato steso riordinato come non facevo da tempo. E ho anche lavorato. Mancava giusto un articolo per il blog.
Avrei tanto su cui scrivere, da fotografare e da videoregistrare, ma mi sono presa carico anche di altre cose recentemente, e ora devo riorganizzarmi un po’.
Il blog è uno strumento che non voglio abbandonare, è uno spazio che mi diverte e nel quale vedo molte potenzialità. Dovrei solo “riempirlo” più frequentemente, per non perdere l’allenamento alla scrittura e per invogliare i visitatori abituali e casuali a ritornare.
Proprio ieri ho partecipato al corso introduttivo su Google Analytics tenuto da Francesco, durante il quale si è accennato all’importanza di scrivere spesso e tenere aggiornato il proprio spazio web.

Quindi scrivo, e vi racconto che c’è una novità: un nuovo lavoro che svolgerò da casa sul mio nuovo fantastico portatile, ereditato da Francesco - il mio consulente globale :)
Un nuovo lavoro non significa avere abbandonato tutto il resto, anzi, mi tengo ben saldo quel che ho. Aggiungo solo dei pezzi, certa che un giorno tutti i tasselli andranno al loro posto…

Mentre trottolavo da una stanza all’altra da brava donnina di casa, oggi mi sono concessa anche qualche pausa fotografica. Mi capita spesso di osservare dei particolari e di volerli immortalare. Ecco il perchè del titolo di questo post e delle fotografie che ci stanno intorno.
Sono pezzi di casa mia: una ciotola con dei legnetti raccolti anni fa in Sardegna (dovevano servire per una improbabile composizione mai realizzata), la mia passione per i fari, una delle poche piante che sopravvive sul mio balcone (perchè ha bisogno di poca acqua…), le capsule con i semi di ciclamino (spero di riuscire a raccoglierli!), una candela consumata, il mio Vaio e il mio papero.
Il nostro papero.

Con calma, ritorno in rete :)

ortensia ortensia

Quattro anni fa ho acquistato da un ambulante un vaso di ortensie dal color rosa intenso.
Fino a poco più di quattro anni fa erano i fiori che più detestavo, e non so il motivo. Forse era l’aspetto trasandato che i cespugli di ortensie hanno quando iniziano a sfiorire. Mi hanno sempre dato l’impressione di fiori disordinati e polverosi.
Poi un giorno succede che vedo il carretto del fiorista abusivo, dò un’occhiata ai fiori, vedo il vaso di ortensie, e lo compro. Guarda un po’ alle volte…

Io non ho propriamente il pollice verde - nonostante ci siano ancora dei sopravvissuti sul mio balcone -, quindi ne deduco che le ortensie siano una pianta resistentissima, alla quale puoi dimenticarti senza problemi di dar da bere, per poi ricordartene quando la vedi accasciante su se stessa. E questo succede solo in estate.
Durante l’inverno finge di essere secca e stecchita, ma ora non ci casco più come ho fatto il primo anno, quando ero ormai convinta di averla persa. Ora lo so che in primavera esplode con tutti quei piccolissimi boccioletti, che piano piano si schiudono, si tingono e crescono, fino a diventare bellissime palle colorate… per niente disordinate e polverose.

Butterfly Loom

Dopo due settimane dall’ordine è arrivato! che bello…

Nella confezione ci sono: il telaietto (22.5 cm x 22.5 cm), un ago, un libretto con le istruzioni e un dvd con le videoistruzioni, che ancora non ho visto.  E’ un bel quadratone, nonostante sia un medium. Esiste anche il large, che con un quadrato solo ti fa un poncho per bimba :)

E’ fatto praticamente di compensato spesso, con un’astina che blocca il telaio durante la lavorazione, e che lo sblocca per far piegare le “ali” e smontare il lavoro.
Questa sera lo proverò, ed entro qualche giorno conto di fare il video.

cotone blu e bianco cotone grigio e bianco
cotone neutro filo di scozia borsa per ferri e gomitoli

Per motivi vari, sono riuscita solo oggi ad acquistare il cotone per fare la canotta di un paio di post fa.
Ero già preparata a cosa sarebbe successo una volta entrata in negozio, e devo dire che mi sono fatta una discreta resistenza, considerate tutte quelle offerte…
Oltre al cotone blu e bianco per il top, ho portato a casa altro cotone bianco e grigio topo, cotone filo di scozia color ecru e una borsa porta ferri ecc. per mia mamma :)

La cosa divertente di questo mio nuovo lavoro ai ferri è che lo farò in contemporanea con un’amica che vive a parecchi km da me. Così “parecchi” che potremo aggiornarci sul procedere dei rispettivi lavori solo attraverso e-mail e fotografie.
Tonia ha già fatto il campioncino, ora tocca a me!

Butterfly loom medium
Springbeautyfarm.com

Un nuovo videocorso in arrivo!

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