Oggi sono rimasta in casa, sopportando un caldo infernale. Infernale per me, che spero ogni giorno in qualche goccia di pioggia, o in qualche nuvola che dia l’illusione di una tregua.
E alla faccia della temperatura, ho pulito lavato steso riordinato come non facevo da tempo. E ho anche lavorato. Mancava giusto un articolo per il blog.
Avrei tanto su cui scrivere, da fotografare e da videoregistrare, ma mi sono presa carico anche di altre cose recentemente, e ora devo riorganizzarmi un po’.
Il blog è uno strumento che non voglio abbandonare, è uno spazio che mi diverte e nel quale vedo molte potenzialità. Dovrei solo “riempirlo” più frequentemente, per non perdere l’allenamento alla scrittura e per invogliare i visitatori abituali e casuali a ritornare.
Proprio ieri ho partecipato al corso introduttivo su Google Analytics tenuto da Francesco, durante il quale si è accennato all’importanza di scrivere spesso e tenere aggiornato il proprio spazio web.

Quindi scrivo, e vi racconto che c’è una novità: un nuovo lavoro che svolgerò da casa sul mio nuovo fantastico portatile, ereditato da Francesco - il mio consulente globale :)
Un nuovo lavoro non significa avere abbandonato tutto il resto, anzi, mi tengo ben saldo quel che ho. Aggiungo solo dei pezzi, certa che un giorno tutti i tasselli andranno al loro posto…

Mentre trottolavo da una stanza all’altra da brava donnina di casa, oggi mi sono concessa anche qualche pausa fotografica. Mi capita spesso di osservare dei particolari e di volerli immortalare. Ecco il perchè del titolo di questo post e delle fotografie che ci stanno intorno.
Sono pezzi di casa mia: una ciotola con dei legnetti raccolti anni fa in Sardegna (dovevano servire per una improbabile composizione mai realizzata), la mia passione per i fari, una delle poche piante che sopravvive sul mio balcone (perchè ha bisogno di poca acqua…), le capsule con i semi di ciclamino (spero di riuscire a raccoglierli!), una candela consumata, il mio Vaio e il mio papero.
Il nostro papero.