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Se volete visitare la deliziosa città di Mantova e cercate un posto speciale dove alloggiare, allora La Cervetta è quel posto.
E’ stato il nostro prezioso nido durante i giorni del Festival, ed è stato tutto esattamente come me l’aspettavo: perfetto.
Una struttura scoperta per caso, quando ancora non esisteva il suo sito internet, e come molti posti scoperti per caso, si è rivelato un angolo di paradiso.
La Cervetta è un appartamento situato in un edificio settecentesco nel centro di Mantova, ristrutturato ed arredato con gusto squisito – con il mio gusto tra l’altro, modestamente :)
Ha tutto quello che serve per godersi a pieno l’appartamento: lo spazio, una cucina completa di tutto, televisione LCD, una f a v o l o s a cabina armadio, la cassaforte, un bagno bellissimo e spazioso e con una super doccia :)
Poi ci sono le piccole attenzioni per l’ospite che fanno la differenza, come la sbrisolona ed il cesto di frutta fresca ogni giorno, il ‘primo soccorso’ per le donne che proprio nei giorni di vacanza sono in ‘quei giorni’, la connessione wi-fi, dei fantastici cuscini da letto.
Provare per credere.
Non è certo la prima volta che mi capita di soggiornare in un posto che poi mi rimane nel cuore, ma l’esperienza a La Cervetta è una delle poche in cui ho trovato deliziosi allo stesso modo alloggio e proprietari.
Il Sig. Luigino e la Sig.ra Mara forse non lo sanno, ma è anche grazie a loro che il nostro soggiorno è stato speciale.

L’appuntamento di domenica mattina era intitolato RADIO AUT 98.800 MHZ La radio di Peppino Impastato.
Eravamo davvero in tanti ad ascoltare il fratello di Peppino, Giovanni Impastato, che ha ricordato l’Italia e la Sicilia di trent’anni fa, quando il fratello lottava contro la mafia proprio nel cuore della mafia.
Il nome di Peppino Impastato fa ancora venire la pelle d’oca. E non è successo solo a me, sono certa che tutte le persone presenti sotto il tendone del cortile della Cavallerizza abbiano provato una forte emozione.
Peppino Impastato ha fondato la prima radio libera siciliana, Radio Aut, attraverso la quale denunciava la mafia quotidianamente, senza paura. O forse avrà avuto un po’ di paura, ma credo che il suo senso di giustizia fosse talmente forte da non poterlo tacere.
Ma ci pensate cosa significava lottare in questo modo in quel periodo e in quel posto? Per lui, poi, che la mafia ce l’aveva in famiglia…
Il film I cento passi racconta benissimo la sua storia.
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Nel pomeriggio abbiamo assisitito al nostro ultimo incontro dell’edizione 2010: Paul Torday con Valerio Mastandrea.
Torday è un autore inglese che pare abbia una forte capacità di tenere il lettore in costante stato di suspance. Le sue storie parlano di situazioni apparentemente normali ma che lasciano intuire la catastrofe imminente.
Pesca al salmone nello Yemen e La ragazza del ritratto sono i suoi libri più letti.
Valerio Mastandrea ha letto dei brani tratti da La ragazza del ritratto e non si è per nulla parlato del suo libro… Non certo per colpa sua, quanto della giornalista, che oltre a ritenere il mondo del cinema insignificante e a lei sconosciuto, evidentemente non riteneva degno di nota nemmeno il libro di Mastandrea.
In ogni caso, l’attore italiano non sembrava particolarmente dispiaciuto.
Certo che è davvero simpatico! :)
A più tardi con le foto.

La rappresentazione teatrale di ieri sera era un monologo de Il grande Inquisitore, tratto da I fratelli Karamazov di Dostoievskij.
E’ durato circa mezzora, e l’interpretazione dell’attore Silvio Castiglioni mi è piaciuta moltissimo. Lui il demone, e noi pubblico il Cristo silenzioso accusato di inganno, perchè non esiste salvezza se non quella di vivere cedendo alle ‘tentazioni’.
Al monologo ha fatto seguito un dibattito tra l’esperta di letteratura russa Serena Vitale, l’ex magistrato Gherardo Colombo e Silvio Castiglioni. Questa parte non mi è piaciuta molto, perchè un pochino confusa; siamo usciti prima della fine.
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Oggi, a metà mattina, siamo andati ad ascoltare l’incontro “-SPRECO +ECO“, condotto da Massimo Cirri (simpaticissimo, come sempre), il preside della facoltà agraria di Bologna Andrea Segré ed il vignettista Altan, che ha disegnato in diretta vignette sul tema in discussione.
Il sig. Segré ha messo in evidenza un grosso problema della nostra società: lo spreco. Non c’è nulla di nuovo da dire, c’è solo da fare. Molto interessante l’idea di proporre alla grande distribuzione le vendite last-minute dei prodotti alimentari in scadenza – che molto spesso sono commestibili anche dopo la data impressa sulla confezione – altrimenti buttati perchè non più proponibili al pubblico.
Lo spreco in ambito alimentare è enorme. Bella la vignetta di Altan di questa mattina, in cui un bimbo chiede al padre se moriremo tutti di fame, e il padre risponde “no, moriremo di appetito”.
Lo spreco è purtroppo un problema culturale. Ma cambiare si può, vero?
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Nel pomeriggio ho partecipato all’Atelier di filosofia – sponsor dell’evento un fiorista mantovano che ha gentilmente offerto delle gerbere agli ospiti -, un laboratorio per adulti per imparare a ragionare su ciò che si sta per dire, senza esprimersi attraverso frasi fatte e, soprattutto, senza parlare a tutti i costi.
Se avessi avuto chiara l’idea di questo evento, così come ce l’ho ora dopo averlo vissuto, non l’avrei prenotato.
Il filosofo che ha condotto l’incontro ha giocato molto sul mettere in difficoltà le persone del pubblico, che hanno a turno fatto domande, proprio per far capire quante cose si dicono a sproposito. E noi giù a ridere! … ma di ché? Non mi è piaciuto questo divertimento da pecoroni che ammettono di essere un pochino ‘stupidi’.
La questione è seria, interessante, deve far meditare non ridere.
A più tardi con le foto ed il nome del filosofo. Ora esco per cena e poi in Piazza Castello a sentire Enrico Bertolino e Domenico De Masi con la conferenza 11 settembre: eruzione a Pompei/New York.
Ciao!
Il nome del filosofo è Oscar Brenifier.
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La serata con Enrico Bertolino e Domenico De Masi è stata piacevole.
Il racconto della tragica eruzione a Pompei del 79 dc, vissuta coraggiosamente da vicino da Plinio il vecchio – coraggio che ha pagato con la vita – e ‘prudentemente’ da lontano dal nipote Plinio il giovane – che si salva -, ha suscitato molte analogie con la società odierna.
Diverse battute sulla nostra triste situazione politica e sociale, e un po’ di perplessità per l’assenza di reazione da parte dei cittadini.
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Domani mattina RADIO AUT 98.800 MHZ La radio di Peppino Impastato e nel pomeriggio Paul Torday con Valerio Mastandrea.
Non so quanto riuscirò a scrivere domani perchè dobbiamo lasciare l’appartamento al mattino.
Per il momento buonanotte :)

La mente sulla corda
Il funambolo Philippe Petit tempo fa ha tentato la passeggiata su un filo tra le due torri gemelle di New York.
Mi affascina ascoltare il punto di vista di persone così fuori dal comune, persone che hanno scelto una vita totalmente fuori dagli schemi. Ed è la determinazione l’aspetto che più mi colpisce.
Nulla è impossibile. Se desideri fare qualcosa che ti sembra irraggiungibile, dividilo in piccoli pezzi, e poi ancora più piccoli, fino a ridurlo ad un qualcosa di “umano” ai tuoi occhi, a un qualcosa di fattibile. Determinazione e molto coraggio.
Camminare su una corda con sotto un vuoto di centinaia di metri… Non è solo un’esibilizione, ma una filosofia di vita.
Philippe Petit non pensa mai alla possibilità di cadere, perchè il suo intento è di rimanere in piedi sul filo, ed è solo su questo che investe i suoi sforzi. E lo fa con una serenità e sicurezza tale, che la caduta non viene mai presa in considerazione. Lui si allena a stare in equilibrio, non a cadere :)
Il filo che tende tra due oggetti (palazzi, monumenti) ha per lui il senso di unire due cose che sembrano non avere nesso tra loro; colmare gli spazi negativi.
Persona non comune il sig. Petit, con una calza arancione e l’altra verde :) Trasmette moltissima energia, si capisce che ha parecchia necessità di agire, ancora oggi a 61 anni suonati.
Il suo prossimo progetto? Passeggiare sulle enormi statue di pietra dell’Isola di Pasqua, se solo trovasse qualche folle che voglia sponsorizzare l’impresa.
Il suo libro presentato oggi è Trattato di funambolismo.
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Non so da voi, ma qui a Mantova c’è una temperatura meravigliosa! Sole e aria fresca.
La città si sta riempiendo sempre di più; gente per strada con la cartina dei luoghi del festival, autori e visitatori in bicicletta, allestimenti nei vicoli e piazze per gli appuntamenti gratuiti, lezioni all’aria aperta, libri ovunque.
Dopo aver contribuito al riempimento degli scaffali delle librerie di scambio – ed al prelevamento di qualche libro interessante – ho fatto un giro solitario per le vie di Mantova portando con me la macchina fotografica: un negozio di bigiotteria vintage, la splendida edicola liberty in fase di ristrutturazione, facciate di monumenti, fiori di lana da copiare, un panettone di cemento sbilenco ma sorridente.
Questa sera si va a teatro: Domani ti farò bruciare, tratto da I fratelli Karamazov di Dostoevskij.

Siamo arrivati nel pomeriggio con il cielo che già minacciava pioggia. Bello :)
Dopo aver ritirato i biglietti degli eventi prenotati, siamo andati a ritirare le chiavi dell’appartamento. Appartamento carinissimo, molto spazioso, praticamente nel centro città. Insomma, quest’anno ci siamo concessi una sistemazione coi fiocchi, e con gestori davvero molto gentili.
Entropia portami via, questo è il titolo del mio primo evento dell’edizione 2010, tenuto da due fisici toscani nella navata della chiesa di Santa Maria della Vittoria. Hanno dibattuto sulla teoria della complessità, sulle leggi matematiche che muovono l’universo, sulla possibilità di elaborare teorie moderne per spiegare la realtà.
Interessante, si, ma è stata dura per me. Devo ammettere che non ho capito proprio tutto tutto :)
Una piadina per cena, serata al cinema saltata per esaurimento posti a sedere, passeggiata per le gremite vie del centro, una visita veloce alla libreria di scambio – dove ho trovato un grosso volume di giardinaggio in francese: encyclopédie des jardins, Ed. Larousse (del 1957!).
A domani!

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con il Festival della Letteratura di Mantova, che si terrà dall’8 al 12 Settembre.
Io sarò a Mantova da giovedì 9, ed ho già prenotato gli eventi che mi interessano.
Anche in questa edizione – forse più delle precedenti – ci sono diversi incontri gratuiti, e gli argomenti mi sembrano molto interessanti.
Il DayBlog, come ho già anticipato l’anno scorso, sarà più fotografico che di relazione scritta. Naturalmente scriverò le mie impressioni sulle conferenze della giornata, ma mi piacerebbe comunicarle anche attraverso gli scatti della mia fedele compagna. Vedremo cosa salterà fuori :)
Il nostro alloggio sarà uno splendido appartamento in centro, che non mancherò di fotografare e pubblicizzare a tempo debito.
Visitate il sito ufficiale del Festival per tutte le informazioni.














































