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Collage perchè ho fatto una composizione di vari pezzi di carta, decoupage perchè prima ho dato un colore di fondo (bianco), poi ho incollato gli strappi di carta e infine ho protetto con una vernice trasparente. Non è esattamente una vernice, ma una colla. E’ la colla della Potch per porcellana, fantastica anche come vernice finale.
Dato che per me vale la regola mai buttare una cosa che potrebbe servirmi un giorno (chissaquando), questa volta è stato il turno di riviste americane e inglesi, regalate o souvenir di viaggi passati.
Sfoglio, mi piace il colore, strappo.
Perchè un sasso? Anche questo è uno dei lavori fatti per il newsgroup free.it.hobby.decoupage: abbiamo scelto un sasso per il lavoro di primavera.
Dopo ben due settimane di silenzio mi decido a scrivere di Abilmente, la fiera di Vicenza.
L’edizione di primavera è decisamente più piccola rispetto a quella autunnale. E’ vero che anche la Pasqua ispira molte creazioni, ma il Natale è ancora il tema preferito dagli hobbisti.
Non ho visto grandi novità, ma alcune cose interessanti si.
Innanzitutto il nuovo libro sulla forcella pubblicato da Bevilacqua Lane – e che Gabriella di Hobbydonna mi ha regalato :) Nello stand dove era in vendita il libro erano in atto dei corsi di forcella che avrei voluto tanto seguire, ma che il sovraffollamento non m i ha permesso di fare.
Sempre di Bevilacqua (che in fiera aveva ben 3 stand sparsi qua e là) le dimostrazioni di telaietto… Ebbene si! Il mio caro telaietto :) Sono felice di sapere che sta davvero tornando in auge, ed è questa una delle cose interessanti della fiera: oltre a Hobbydonna, e di conseguenza la sottoscritta, qualcun’altro ha notato che questa tecnica interessa ancora.
Il decoupage è in fase di estinzione, ma sono certa che come una fenice rinascerà dalle proprie ceneri, ripulito dagli eccessi che l’hanno, a mio parere, imbruttito e reso troppo spesso davvero di cattivo gusto.
Per il resto hanno trionfato il tessuto – patchwork e pupazzeria – e la bigiotteria, realizzata con perline & co. ed anche con uncinetto e materiali di riciclo.
Nello spazio dedicato all’Atelier del cucito e maglia mi è piaciuto tutto. In particolare le creazioni di Luisa De Santi e quelle di Donatella Michelon. La prima ha esposto bigiotteria ed altri accessori lavorati ad uncinetto, che ho trovato meravigliosi! Tra le cose mostrate dalla sig.ra. Michelon c’erano delle spille ottenute da materiale riciclato (bellissime!) e dei rametti di corallo in rafia e filo di rame lavorati a tubolare.
All’ingresso in fiera avevo appuntamento con Rosalia, un’amica conosciuta sul blog e già incontrata l’anno scorso. Ci siamo tenute compagnia per un po’ e ci siamo riviste all’uscita per i saluti. Mi ha portato a far vedere due sue invenzioni (alle quali purtroppo le foto non rendono giustizia!). La prima è il tubolare aperto realizzato con il tricotin, e la seconda è un’alternativa alla fettuccina che serve per appendere gli strofinacci da cucina: due fiori sovrapposti e cuciti assieme lungo quasi tutta la circonferenza, creati con il flower loom. Si inserisce un angolo dello strofinaccio attraverso lo spazio non cucito dei due fiori, facendolo spuntare dalla parte opposta (tra un petalo e l’altro) di un paio di cm.
In questo modo lo strofinaccio rimane bloccato, e al chiodo si appende soltanto il fiore. Insomma, se anche a voi – come a molte – si rompono spesso le fettuccine appendi asciugamani o strofinacci, questa è un’ottima soluzione per eliminarli del tutto :)
E veniamo alla sig.ra Renata, il mio guru della maglia. Purtroppo la novità di cui mi parlava si riferiva al chiacchierino. Non conoscendo questa tecnica non ho potuto apprezzare la novità nell’esecuzione, ma soltanto l’esempio che mi ha mostrato, naturalmente molto bello.
Tuttavia non potevo andarmene senza aver imparato qualcosa di nuovo: il punto stella ad uncinetto.
L’esempio che vedete in foto è quello che ho fatto io, non perfetto e visibilmente interrotto da un groviglio di fili… Mi si era incastrato tutto e ho preferito interrompere. Mi sono scritta tutti i passaggi e a casa ho fatto qualche prova: mi ricordo tutto, ma devo aggiustare la tensione del filo e rendere più fluido il movimento. In fondo l’uncinetto non è ancora la mia specialità.
Anche questa volta ho sfruttato la borsina di tela che mi porto sempre appresso quando visito le fiere. Metti caso che mi scappi qualche acquisto! :)
In foto: saponette di Stile Nordico, timbrini con fiocchi di neve della Aladine, un uncinetto tunisino, e (finalmente!) qualche accessorio della Clover – yo yo maker, pom pom maker e puff quilting clip set.
Iniziato ieri sera e finito questa mattina.
Un vero decoupatore (licenza poetica) penserà vergogna! non si rispettano i tempi di asciugatura!, o cose del genere :)
Il fatto è che non sono così attenta alle regole, ho dato una sola mano di tutto: colore e vernice. Ma vi assicuro che non c’è quasi una grinza!
Per incollare il tovagliolo, fino a non molto tempo fa, utilizzavo un pennello intinto nella colla, che passavo delicatamente sull’immagine dal centro verso l’esterno. Non voglio dire che sia una tecnica non efficace, ma non mi è mai riuscita bene.
Ora preferisco stendere prima la vernice (o colla) sul supporto, e poi adagiare l’immagine passandoci sopra con le dita per eliminare eventuali bolle d’aria. In questo modo il risultato è assicurato.
Ho spugnato l’interno del portaoggetti con dell’acrilico rosso prima, e rosso+oro poi. Volevo ottenere un effetto tono su tono, perchè quel nome mi piace tanto ;)
Le immagini sono dei tovaglioli fashion già utilizzati per i ciondoli in pasta Gabrylea, e il portaoggetti è di Workshop.
Le due palline sullo sfondo hanno quasi dieci anni; le ho ridecorate con foglia similoro e immagini in carta e tovagliolo.
Per i due cuori in plexiglass ho utilizzato le immagini natalizie vittoriane di Sweet Rose Is.
Quest’anno mi è tornata la voglia di immagini di un tempo, quel vintage che ora nel decoupage sta passando di moda e che ha ripreso a piacermi. Come spesso mi succede, e credo sia una reazione comune a molti, quando uno stile diventa un trend del momento perde tutto il suo fascino.
Sono sempre stata attratta dalle cose vecchie, come la passamaneria, le cartoline, i biglietti portafortuna e i guantini in pelle che si vedono nella fotografia di questo post.
Tutti acquistati recentemente nei mercatini di antiquariato e collezionismo.
L’idea di decorare le lampadine di casa mi è venuta almeno quattro o cinque natali fa. Infatti, le lampadine nella foto, sono di quel periodo.
Perchè ho riesumato l’idea? Perchè quest’anno, alla fiera Abilmente di Vicenza, c’era un corso di country painting su lampadine: il faccione di un Babbo Natale con il suo classico cappello in testa (in feltro o panno), che copriva la parte di avvitamento lampadina. Il cappello è da incollare ed è munito di anellino per poter appendere il tutto all’albero. Molto carino.
Ho conservato in questi anni la scatola con le lampadine avanzate, ovviamente tutte non più funzionanti, e che parenti e amici avevano pazientemente conservato per me. Mi piacerebbe riprovare a decorarne qualcuna, con le immagini e le tecniche che mi piacciono ora.
Così, per fare qualche confronto.
E’ un sacco forte fare i magnetini!
Puoi creare delle serie, farli con disegni tuoi, con i timbri, con ritagli da qualsiasi tipo di carta, cartoncino. Magari proverò anche con la stoffa.
L’unico dubbio rimane la colla al silicone: quella che ho utilizzato ha lasciato qualche bollicina d’aria. Non è che stia male, ma probabilmente con una dose maggiore il magnetino risulterà più carino :)
Questa è la pagina del sito americano – di nome not martha – che scoprii un paio di anni fa, dove potete vedere dei bellissimi magnetini.
Un’idea che non potevo non copiare spudoratamente, anche a distanza di anni.
Per la precisione: intendo copiare anche l’idea della scatolina in metallo come confezione, che trovo deliziosa.
In generale: ho l’impressione che l’intero sito sia molto interessante, ma che metta seriamente a rischio la percezione del tempo che passa ;)
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Da dove vengono le immagini dei miei magnetini:
- la serie dei gatti, il fiore, la spirale e la rana che saluta, sono dei timbri;
- i mostrini colorati appartenevano alla confezione di un porta-puntine da disegno a forma di ape, che ogni giorno mi sorride dalla scrivania. La marca è Pylones, date un’occhiata al resto del catalogo.
Oggi ho terminato una scatola molto romantic.
E’ un acquisto della fiera primaverile Abilmente dell’anno scorso, allo stand di Workshop; è esagonale, in cartone bianco.
Non amo particolarmente le decorazioni floreali tipiche del decoupage – in realtà sono quelle del decoupage pittorico che non apprezzo molto – , ma questa volta avevo proprio voglia di appiccicare fiorellini qua e là.
Questa tecnica ha forse già superato il “passo”, e ora è in discesa.
Il decoupage ha avuto un successo incredibile – inutile raccontare ora la storia, che potrete leggere ovunque (e non qui :) -, tanto da creare un mondo di prodotti, distribuiti da varie case produttrici.
Pur avendo sperimentato tante varianti, in questo marasma di tecniche/effetti/anticature/imitazioni ecc. ecc. rimango fedele al decoupage classico, quello del “colora, ritaglia, incolla, proteggi”. E il sotto-vetro è tuttora il mio preferito.
E’ vero che sono pigra, ma in realtà c’è anche un’altra questione che mi trattiene dal decoupare, ed è la collocazione fisica degli oggetti da me amorevolmente decorati :) Non faccio mercatini e non voglio riempire casa di soprammobili, quindi, mi appresto al “taglia e incolla” solo a condizione che ci sia un utilizzo finale.
Questa scatola fiorata, ad esempio, mi serve per contenere tutti i cd che diventeranno altered-cd.
Cosa ne farò, poi, di tutti gli altered-cd ancora non so ;)
























