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Nei giorni di sabato e domenica non sono riuscita a scrivere nulla per il DayBlog, sostanzialmente per mancanza di tempo da dedicare ad una sosta come si deve, e riordinare le idee.
A distanza di qualche settimana cerco di raccogliere i ricordi di quei due giorni, e proseguire il mio racconto.
Alle 11 di sabato mattina mi sono recata al cortile di Palazzo Ducale per assistere ad un evento che ho prenotato unicamente per una forte curiosità: vedere il pubblico di lettori di Sophie Kinsella – intervistata da Luca Bianchini.
Luca Bianchini è simpaticissimo, giornalista e scrittore che non conoscevo. Ed è simpatica anche Sophie Kinsella (ovvero Madeleine Wickham) – diventata famosa per il personaggio femminile Beckie della serie I love shopping.
Non immaginavo di assistere ad una vera e propria ovazione all’arrivo della scrittrice, una ragazza mora, ben vestita, con una bella voce ed una pronuncia da londinese d0c. L’incontro prevedeva domande scontate del tipo hai scritto altri romanzi prima di questa serie? (si, 7 o 8, non di successo), come è nata l’idea di questo personaggio?, stai scrivendo un nuovo romanzo su Beckie? (si, sta scrivendo il 6°), ti piace fare shopping?, ci sono uomini che leggono i tuoi libri? ecc. ecc. Tutto, devo ammettere, in toni divertiti e divertenti.
A perdita d’occhio la fila di persone che al termine della conferenza attendeva l’imperdibile autografo.
Questo incontro non mi ha arricchito di nulla, ma è stato tutt’altro che noioso.
Dopo un veloce e leggerissimo pranzo, sono andata al tanto atteso appuntamento delle Mappe cucite proposto da Marina Gasparini, al Teatro di San Leonardo.
La presentazione di questo incontro lasciava intendere che ognuno dovesse disegnare, cucendo, la mappa di un luogo significativo. Già mi immaginavo il disegno stilizzato di casa mia, i negozietti sotto casa, l’asilo e la scuola elementare dietro l’angolo – percorso che ho fatto per anni da bambina.
Invece no, la mia immaginazione mi ha fatto andare fuori tema: il laboratorio prevedeva la cucitura di alcuni fogli di carta tessuto, che componevano la mappa della città di Mantova. Terminato il puzzle, si potevano creare immagini varie con feltro e carta, da attaccare alla mappa. Eravamo in due gruppi, ciascuno con una cartina-puzzle da comporre e personalizzare.
Mappe cucite era un evento ideato per bambini e ragazzi, che si è ripetuto durante i giorni del Festival. Quello di sabato era un laboratorio dedicato anche agli adulti. E’ stato carino partecipare, lavorare insieme a ragazzi e bambini + genitori, e mi ha dato qualche idea da realizzare (ad esempio cucire la mappa di casa-negozietti-scuole ;)
Alle 18 si è svolto il mio primo incontro dedicato a David Foster Wallace (in tutto erano 3), scrittore, giornalista e docente universitario americano, che si è tolto la vita un anno fa. Ciò che ha scritto ha affascinato e colpito molti lettori. A questo incontro – intitolato Per David Foster Wallace, svolto a Palazzo San Sebastiano – sono intervenuti editori, scrittori e critici, che hanno raccontato quello che ha significato per loro incontrare questo autore.
Tra gli scrittori c’era anche Paolo Giordano – autore del libro, per me commuoventissimo e delicato, La solitudine dei numeri primi -, che ha letto un brano tratto dall’inedito di Foster Wallace, Questa è l’acqua.
In realtà durante la serata sono stati letti altri brani tratti da libri o articoli di Foster Wallace, ed è stato secondo me un modo rispettoso e toccante per rendere omaggio ad uno scrittore che probabilmente dovremmo leggere tutti.
Proprio in questi giorni sto leggendo Una cosa divertente che non farò mai più – scritto da DFW – riproposto a teatro nel pomeriggio dell’ultimo giorno del Festival dal bravissimo Joele Dix. Si tratta di un reportage che racconta una settimana di crociera extralusso nei Caraibi.
Leggetelo, fidatevi.
Questo con Joele Dix è stato il nostro ultimo evento per l’edizione 2009, e posso dire che abbiamo chiuso in bellezza i nostri 5 giorni di full immersion.
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Breve considerazione sul DayBlog
L’anno prossimo ritorneremo al Festival, ma il DayBlog cambierà il sistema di comunicazione: ci saranno meno parole e più immagini. L’idea del DayBlog mi piace ancora come quando l’ho pensata, ma voglio sperimentare un metodo più adatto a me per esprimere ciò che vedo e ascolto.
Rimando al prossimo anno maggiori dettagli.

Nel 621 a.c. viene emanata ad Atene una legge (attribuita al legislatore Dracone) che vieta la vendetta indiscriminata, e stabilisce una differenza tra omicidio volontario e involontario. Ammette tuttavia l’omicidio legittimo, applicato all’amante in caso di tradimento della moglie.
Fino ad allora la vendetta era praticata ferocemente, perchè considerata una forma di giustizia.
Praticare la vendetta significa lasciar prevalere l’istinto alla ragione, considerare le persone come strumenti, puniti con il male se fanno del male.
Ecco, questo concetto di vendetta è purtroppo tornato in auge.
Il cittadino si sente sicuro se chi ha commesso un reato viene rinchiuso in carcere, se non giustiziato. Non ha più valore il concetto di recupero della persona.
Un detenuto costa allo stato (vale a dire a noi tutti) € 150 al giorno, e le statistiche dicono che il 68% dei detenuti tornano a delinquere dopo l’uscita dal carcere.
Il parallelo fatto durante la conferenza, tra l’antichità ed i giorni nostri, è che esiste ancora oggi la grande tendenza di riempire la parola “giustizia” con la vendetta. Se fai del male io mi vendico chiudendoti in carcere e facendoti soffrire, con il frequente risultato che chi esce si vendica per aver sofferto.
La nostra Costituzione dice che la legge è uguale per tutti, ma in realtà l’uomo tende a far sì che questo non avvenga, tende ad attribuirsi i maggiori privilegi possibili, a discapito degli altri, della comunità, ristabilendo il concetto di società composta da strumenti anzichè da persone.
Cambiare il concetto di giustizia si può, e deve partire da noi.
L’evento è di questa mattina ed era intitolato Dalla vendetta al diritto: una strada senza ritorno?, con Gherardo Colombo ed Eva Cantarella.
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La mitica estate del Mundial, questo è il titolo dell’evento che io e Francesco abbiamo ascoltato questo pomeriggio. Ospiti Luigi Garlando, autore del libro L’amore ai tempi di Pablito, l’inviato al Mundial Roberto Beccantini e nientepopodimenoche Dino Zoff, il nostro grande capitano dell’82.
Conoscete tutti la poca loquacità di Zoff ed il suo mono-tono quando parla; quest’oggi ha però deciso di “andare sopra le righe” e ci ha parlato di quello splendido mondiale con alcuni aneddoti, della sua breve carriera da allenatore della nazionale, interrotta per incompatibilità tra la sua grande integrezza ed il reale mondo del calcio.
Mi è parso un uomo onestissimo, spiritoso e disponibile.
Il libro di Garlando parla di quella mitica estate dell’82, raccontando in parallelo una storia d’amore tra due giovani.
Sono stati diversi i momenti divertenti durante la conferenza, e questa volta le domande dal pubblico (di tutte le età e numerosissimo) sono state brevi e interessanti.
Il gioco del calcio mi piace moltissimo, ma mi piace molto meno – se non per niente – tutto quanto ci sta intorno. Ho deciso di partecipare a questo incontro perchè i Mondiali dell’82 – avevo 15 anni – sono stati indimenticabili. Ricordo ancora l’emozione della finale e la grande festa per le strade della mia città, insieme a mio fratello ed il nostro gruppo di amici. Ho corso avvolta nella bandiera italiana condividendo con tutti il grande risultato.
Un’emozione che non si è ripetuta negli ultimi Mondiali, e che credo non si replicherà più.
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Questa sera, a mezzanotte, c’è l’appuntamento La tana nella nebbia. Durerà due ore, nel completo silenzio ed immersi nella nebbia padana, ad ascoltare qualcuno o qualcosa che ci accompagnerà in un percorso che ignoro e che temo mi disorienterà un tantino :)
Farò sapere.

Dopo una veloce colazione con i buonissimi dolci fatti in casa dalla nonna Giuly, io e Francesco siamo usciti ed ognuno è andato all’appuntamento prenotato: Francesco ad ascoltare il fisico Julian Barbour ed io alla scoperta di due vecchie mercerie di Mantova :)
Ebbene si, mi sono concessa la mattinata per scoprire se anche qui c’è un interessante mercato di passamanerie. Effettivamente c’è, e nei prossimi giorni deciderò se fare qualche acquisto o se rimandarlo in occasione di un’altra visita.
Il giovedì mattina nel centro di Mantova si svolge anche il mercato settimanale, di abbigliamento, pelletterie, biancheria per la casa e tutte gli articoli che si possono trovare in un mercato.
Potete immaginare che bella mattinata io abbia trascorso! Bella davvero.
Urbanistica dei messaggi è stato il mio primo appuntamento del pomeriggio, tenuto dagli architetti Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto. E’ stata una conferenza abbastanza interessante – e lo sarà stata soprattutto per gli addetti ai lavori – organizzata nel bellissimo teatro Bibiena.
I tre architetti, gli stessi che hanno progettato l’allestimento per le Olimpiadi invernali di Torino del 2006, hanno spiegato con termini comprensibili anche ai comuni mortali come me, lo studio che precede un arredamento urbano. Dover progettare segnbaletiche, installazioni tridimensionali, cartelloni, comporta la considerazione di diversi aspetti, tra cui la disposizione architettonica della città, il comportamento delle persone, il clima.
In particolare, a Torino è stata fatta una scelta cromatica dell’arredamento urbano molto forte: rosso e nero. E nonostante questo, tutti gli allestimenti si sono coesi perfettamente con la struttura della città, svolgendo efficacemente la funzione per cui erano stati progettati.
Curiose e d’effetto le strutture “shangai”: pali rossi luminosi alti fino a 9 metri, disposti in verticale e incrociati tra loro come nell’omonimo gioco, dentro i quali scorrevano le scritte con i programmi del giorno ed i risultati delle gare.
Un altro esempio interessante è stato quello dell’allestimento ideato per il Festival dei Saperi di Pavia. In alcuni luoghi della città sono stati messi dei pannelli con una sorta di libreria per il bookcrossing, diventando così dei veri e propri luoghi di incontro.
L’aspetto interessante di questi arredamenti urbani è come riescano in certi contesti, e se studiati bene, a modificare la morfologia dei luoghi stessi ed il comportamento delle persone.
Ho lasciato il teatro quando sono iniziate le domande dal pubblico, spesso davvero troppo lunghe.
Più tardi nel pomeriggio sono persino riuscita a riposare, ed è’ così che mi dovrò organizzare anche per il prossimo anno: appuntamenti non troppo ravvicinati tra loro e più tempo per potersi guardare in giro e riprendere fiato.
Alle cinque e mezza c’era l’appuntamento a ingresso gratuito, della rassegna Scintille, trenta minuti di improvvisa energia, in Piazza Sordello. Il titolo era Trenta minuti di Tolkien. Non potevamo non esserci!
Essendo arrivata in anticipo sul luogo dell’evento, ho trovato molti posti liberi e mi sono permessa di tenere un posto anche per Francesco, che mi avrebbe raggiunto poco prima dell’inizio. Doveva intervenire il sig. Quirino Principe, curatore della prima edizione italiana di Il Signore degli Anelli, che ha però avuto un improvviso contrattempo, lasciando diversi spettatori delusi, e qualcuno anche arrabbiato. Tornerà domani, e non so se riuscirò ad esserci. Peccato.
Abbiamo colto l’occasione del tempo a disposizione per risalire in stanza e prendere i libri portati da casa, per portarli poi ai punti di scambio libri usati. Se lo scambio non avviene si possono comunque prelevare libri lasciando un’offerta in apposite cassette.
Infine, l’ultimo appuntamento della giornata è stata un’altra proiezione al teatro Ariston. Un documentario interessantissimo sulla vita di Charles Schulz, l’autore dei Peanuts, una passione che io e Francesco condividiamo.
Abbiamo ascoltato sue interviste, testimonianze di amici e famigliari, persino della sua ragazzina dai capelli rossi :) La figura che ne esce da questo documentario è quella di un uomo molto chiuso, problematico, che aveva trovato nelle sue strisce una terapia per la sopravvivenza.
Molto commuovente.
Il film si intitola Good Ol’ Charles Schulz, di David Van Taylor (USA 2007).
Domani, prima di andare all’appuntamento che avrà come ospite Gherardo Colombo, passerò dal negozio La casa della Passamaneria per sentire il prezzo che la padrona ha deciso di farmi sulle passamanerie che ho scelto questa mattina.
Buonanotte!

Oggi siano arrivati appena in tempo per lasciare i bagagli presso il B&B nonna Giuly - e precisamente in una deliziosa mansarda indipendente -, ed assistere ai primi minuti dell’inaugurazione del Festival, alle 16.30 in Piazza Erbe.
Dopo aver ritirato le prenotazioni alla biglietteria e consumato una mini merenda al bar di fronte, abbiamo dato un’occhiata all’evento Radiodramma Hotel, organizzato in un antico Hotel del centro, dove – camera per camera – vengono trasmessi dei radiodrammi messi a disposizione da RadioRai, da ascoltare seduti su una sedia, su un tappeto o addirittura sul letto della stanza. Levi, Camilleri, Calvino, sono solo alcuni nomi tra i protagonisti di queste trasmissioni acustiche.
L’ingresso è libero ed è aperto dal mattino a sera tardi. Uno di questi giorni vedrò di seguire almeno una delle trasmissioni in programma.
Il primo evento ufficiale che ha inaugurato il nostro Festival 2009 è stato un film documentario intitolato The hunt for Moby Dick (La caccia a Moby Dick), proiettato nella conodissima sala del teatro Ariston.
Il documetario ci ha raccontato l’interpretazione dello scrittore Philip Hoare, che ha ripercorso fisicamente le tappe del viaggio della Pequod e del suo capitano Achab, dandoci una sua personale visione della terribile ossessione del capitano per la bianca Moby Dick – ossessione che trova diverse analogie nella storia contemporanea.
Impossibile non parlare della sfrenata caccia alle balene compiuta negli anni e nei luoghi descritti nel romanzo, al largo delle coste del New England, per ottenere quella che allora era considerata una risorsa preziosissima: l’olio ricavato dal grasso della balena.
Interessante la parte biografica su Herman Melville, sul suo isolamento in una casa di campagna distante dal mare per scrivere il noto romanzo – la cui prima edizione inglese era intitolata The whale (la balena) e quella americana The whale or Moby Dick -, e sulla terribile stroncatura da parte della critica.
Il valore di quest’opera venne riconosciuto soltanto anni dopo la morte dello scrittore.
Cosa mi ha lasciato questo film?
La voglia di leggere Moby Dick e di nuotare a fianco di una balena :)
La prima costa solo un pochino di tempo, la seconda potrebbe costarmi molto di più…
A domani!

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Domani riprenderà l’appuntamento del mio DayBlog per il Festival di Mantova, che durerà fino a domenica 13 settembre.
La prenotazione degli eventi è scattata la mattina del 2 settembre, con qualche iniziale difficoltà di sovraffollamento per chi, come me, prenotava online. Per fortuna l’ingorgo si è risolto in breve tempo ed io sono riuscita a prenotare quasi tutti gli eventi che avevo selezionato.
Se vi interessa, seguite il mio blog nei prossimi giorni, vi parlerò di ciò che ho ascoltato durante questo affascinante Festival.
Ho passato le mie vacanze tra le Dolomiti. Un po’ a San Martino di Castrozza e un po’ a Cortina.
Ho camminato molto, più di quello che avrei dovuto, considerata la mia scarsa forma fisica – conseguenza di un anno passato a fare molte cose ma in comoda posizione sedentaria :)
Quindi, primo proposito per il dopo vacanze: fare un po’ di palestra! E considerato che lavoro! in una palestra, non dovrebbe essere così impegnativo fare un po’ di movimento.
Ma torniamo alle vacanze.
Come dicevo, ho camminato molto e visto panorami bellissimi. Talvolta nel più poetico e tipico silenzio dell’alta montagna, talvolta nella bolgia di turisti che avevano scelto la nostra stessa meta.
Le passeggiate che partono da San Martino di Castrozza sono numerose, e nonostante quest’anno sia stato il terzo soggiorno da quelle parti, non le abbiamo ancora fatte tutte.
La più bella e spettacolare è secondo me quella che porta al Rifugio Rosetta, impegnativa soprattutto nella parte finale, dove si percorre un ripido sentiero a zig zag tra le rocce. All’arrivo ci si affaccia su una distesa di paesaggio lunare, dove regnano silenzio e vento. L’ultimo sforzo è arrampicarsi su una sporgenza a ridosso di un baratro spettacolare, che regala nei giorni limpidi una vista meravigliosa.
Questo è il ricordo di tre anni fa ;) Quest’anno il percorso più bello è stato quello che porta alla Malga Tognola, e da lì alla Malga Valcigolera. Il sentiero che collega le due malghe è in mezzo al bosco, su un fiabesco terreno erboso e muschioso, senz’altro mantenuto e gestito da una laborisa popolazione di gnomi e folletti.
A Cortina, invece, non avevo mai soggiornato. I dintorni sono pieni di sentieri, e noi non ne abbiamo fatto mezzo ;) Mancanza di tempo, soprattutto. Ci siamo in effetti fermati solo tre giorni, per riposare e per visitare le Tre Cime di Lavaredo. Gita che fanno in tanti, tantissimi, troppissimi! Ma ne è valsa la pena.
Per risparmiare il costoso transito in auto verso le cime, abbiamo preso un pullman da Cortina (costo €2,90 a tratta), che porta alla base delle Lavaredo, presso il rifugio Auronzo, passando per il Lago di Misurina.
Il viaggio, che dura circa ¾ d’ora, è comodo per chi trova posto a sedere, un po’ meno per chi deve viaggiare in piedi.
Noi abbiamo deciso di fare tutto il giro delle cime: Rifugio Auronzo, Rifugio Lavaredo, Rifugio Locatelli – dal quale si gode un’incantevole vista frontale delle tre cime -, per poi proseguire sul sentiero ad anello che riporta al primo rifugio. Si tratta di tre ore circa di percorso, non difficile, ma con numerosi sali-scendi che potrebbero far ansimare polmoni poco allenati (come i miei).
Per chi volesse soggiornare a Cortina, in una zona tranquilla e a dieci minuti a piedi dal centro, consiglio vivamente il B&B Menardi Sisto, all’interno di una bella costruzione centenaria a ridosso del bosco, in zona Ronco.
Abbiamo alloggiato in una stanza molto carina, arredata in stile montanaro e con bagno privato. La colazione è ottima, abbondante e servita in una luminosa stanza con stufa.
P.S.: ho cercato invano vecchie mercerie di montagna, da quelle parti pare siano introvabili.
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Le vacanze non sono ancora terminate: a settembre si torna a Mantova, questa volta per tutto il periodo del Festival della Letteratura – dal 9 al 13 settembre.
Ci accoglierà il B&B Nonna Giuly, in pieno centro storico.
Ed anche quest’anno ci sarà il mio
Stay tuned ;)
Ecco una serie di fotografie dell’appassionante torneo di Subbuteo origanizzato durante il Festival di Mantova.
Per conoscere qualche nome dei partecipanti leggete il post di Francesco su YeGods!
In fondo alla carrellata di foto ho pubblicato alcuni links per gli appassionati di questo gioco.
Fisct.it – Federazione italiana sport calcio da tavolo
Oldsubbuteo – forum della comunità OLD
Subbuteo Collection – forum della comunità CLASSIC
Subbuteo Club Leonessa – forum del club di Brescia
sc virgilians Mn – forum mantovano




























