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Dal programma ufficiale del Festival:
ore 15:00 Evento n. 183
Chiostro del Museo Diocesano
Paola Mastrocola, Guðrún Eva Mínervudóttir
YOSOY PAGINE ISLANDESI
Sarà la natura selvaggia e la predominanza della notte, ma la letteratura islandese si caratterizza per uno sguardo cupo e a volte senza speranza sulla realtà. Come in Il circo dell’arte e del dolore dove la giovane e talentuosa scrittrice islandese rappresenta, senza lasciare scampo al lettore, il mondo complesso in cui viviamo. Si confronta con lei Paola Mastrocola, che ha fatto dell’ironia la cifra delle sue prove letterarie.
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h. 12.00
All’incontro di ieri con Safran Foer il cortile del Castello era pienissimo. Mai vista tanta gente. Scene di vera venerazione per lo scrittore, preso d’assalto per l’autografo dei libri ancora prima dell’inizio dell’intervista. Certo, per una come me che non ha letto i suoi libri può sembrare un po’ eccessivo tutto questo, ma allo stesso tempo mi auguro di non fare mai carte false pur di stringere la mano a un autore che apprezzo. Già ho rischiato di eccedere con Baricco, che non ho mai incontrato ma che per un certo periodo è stato per me un mito. Ora penso che l’opera sia più importante di chi l’ha scritta, perchè in fondo è quella che rimane. L’autore è una persona, come tutti noi, con uno specifico talento – è vero -, ma pur sempre una persona, che è meglio non idealizzare. Non serve.
A costo di ripetermi, questo scrittore americano mi è piaciuto proprio per questo, perchè con naturalezza e sicurezza mi ha trasmesso il concetto di separazione tra scrittore e libro. Il fatto, poi, che io mi sia messa in coda per ascoltarlo oltre un’ora e mezza prima dell’inizio, è stato soltanto per trovarmi un posto decente e comodo. Ci sono riuscita, ero in seconda fila laterale al palco, posizione per me perfetta.
Nonostante io legga poco libri di genere thriller, Carlo Lucarelli non volevo perderlo. Sono stati piacevoli da ascoltare sia lui che Dorfles. Non ho molto da dire su questo incontro, se non che entrambi sono stati bravi a incuriosire. Infatti, questa mattina ho acquistato L’isola dell’angelo caduto per mia mamma, che poi ovviamente mi farò prestare.
Ora mi trovo sulle rive di uno dei due laghi di Mantova, ci sono un sacco di pescatori e tanta gente che passeggia a piedi e in bicicletta. Se è vero quello che ci ha detto il padrone del B&B (“qui a Mantova puoi lasciare i bagagli in macchina che stai tranquillo non te li porta via nessuno”), questa è una città in cui vivere.
Parlerò dell’incontro con l’autrice islandese delle 15:00 quando sarò già a casa, così come l’esperienza del Subbuteo. Inoltre, ho molte fotografie da pubblicare e imprecisioni di impaginazione e quant’altro da correggere.
Qui termina il mio DayBlog da Mantova, una bella e “da perfezionare assolutamente” esperienza, che rifarò e che consiglio vivamente di sperimentare.
Ciao :)
h. 22.00 di lunedì 8/9
- Yosoy, pagine islandesi
Ecco il mio breve commento all’evento n. 183.
Innazitutto la scrittrice, islandese, ha 32 anni e ne dimostra dieci di meno. Non che questo conti molto, ma è una delle cose che mi hanno colpito. Mi ha dato la netta impressione di essere una ragazza decisa.
L’incontro è stato presentato da Paola Mastrocola, le cui domande venivano riportate alla scrittrice – che rispondeva in islandese – dall’interprete, in questo caso anche la traduttrice del libro Yosoy.
Yosoy è il titolo originale, tradotto nella versione italiana con Il circo dell’arte del dolore.
Un libro che parla di dolore fisico, di un ragazzino che per un “difetto” congenito non sente il dolore fisico, e a causa di questo presta il suo corpo alle esibizioni di un circo locale.
L’atmosfera in cui è ambientato il romanzo è cupa e con scene talvolta raccapriccianti, ma ovviamente non c’è solo questo. Mi fermo qui e mi rifiuto di riportare tutto il “quasi sciagurato” spoiler letterario che la sig.ra Mastrocola ha fatto, anche se in modo simpatico. Ero quasi tentata di tapparmi le orecchie e canticchiare “lalalalalalala” alla Verdone per non farmi rovinare la trama.
Alla fine dell’evento i libri erano già stati venduti tutti, quindi lo dovrò comprare in libreria o me lo farò regalare al mio compleanno ormai vicinissimo. Perchè questo è il libro che, più di tutti quelli che ho scoperto al Festival, vorrei leggere.
Dal Programma ufficiale del Festival:
ore 10:00 Evento n. 119
Chiostro del Museo Diocesano
Wlodek Goldkorn, Nicole Krauss
SCRIVERE A NEW YORK
“La mia idea di passeggiata, perfezionata nei corso di questi ultimi otto anni vissuti a New York, implica un flusso di pensieri a ruota libera. (…) Camminare è molto simile a scrivere. Sebbene siano quasi sempre attività solitarie, entrambe (…) sono alimentate dal desiderio di mettersi in relazione con gli altri”. Le storie della giovane scrittrice statunitense Nicole Krauss percorrono le strade di New York per arrivare a temi universali come la solitudine e il rapporto con il proprio passato (Una storia d’amore), l’esperienza della malattia e la vita che ricomincia dopo (Un uomo sulla soglia). La incontra il giornalista Wlodek Goldkorn.
ore 14:15 Evento n. 136
Casa del Mantegna
Danilo Mainardi
BELLEZZA E UTILITÁ DELLA ZOOLOGIA
Lo sapevate che in Africa, a sud del Sahara, vive un uccellino che si procura il miele con l‘aiuto di un tasso o, in alternativa, di un uomo? E che le formiche seppelliscono le loro compagne guidate dalla “sostanza della morte“? Per Danilo Mainardi (La bella zoologia). lo studio della vita e dei comportamenti degli animali è una scienza utile – per gli insegnamenti che possiamo trarre sulla capacità di adattamento o sull‘interazione con l‘ambiente – e bella, per le storie sorprendenti che ci permette di raccontare.
ore 19:15 Evento n. 168
Piazza Castello
Gad Lerner, Jonathan Safran Foer
MARCARE L’IDENTITÀ, CERCARE LE PROPRIE RADICI
Jonathan Safran Foer è stato il protagonista di uno dei più clamorosi casi letterari degli ultimi tempi. A soli 25 anni pubblica Ogni cosa è illuminata, una storia familiare dalla struttura narrativa complessa, stilisticamente brillante e giocata su più registri espressivi. Il successo ottenuto con il libro d’esordio ha creato nei confronti del giovane scrittore americano una grande aspettativa, che è stata confermata dal suo secondo romanzo, Molto forte, incredibilmente vicino, personalissima interpretazione dello smarrimento americano dopo l’11 settembre. Lo incontra il giornalista Gad Lerner.
ore 21:30 Evento n. 176
Palazzo Ducale – Cortile della Cavallerizza
Piero Dorfles, Carlo Lucarelli
CARLO LUCARELLI CON PIERO DORFLES
“Gli scrittori si basano spesso sul lavoro che hanno fatto gli storici. Però noi facciamo una cosa diversa che è quella, di solito, di svelare i meccanismi.” Carlo Lucarelli ha sempre dimostrato nella sua produzione una grande passione per la Storia, soprattutto per la storia recente del nostro paese. Passione che nel suo ultimo L’ottava vibrazione ha assunto finalmente la forma del romanzo storico. Lo incontra il giornalista Piero Dorfles.
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h 13.30
-Scrivere a New York
Nicole Krauss è una scrittrice americana, che vive a New York, e ha origini ebree.
La presentazione di questo evento lasciava intendere che si sarebbe parlato di com’è “scrivere a NY”, e per questo ci sono andata.
In realtà si è parlato molto dell’essere ebrei, scrittori ebrei, della memoria.
Credo che sia inevitabile porre domande legate a questa forte tradizione quando si ha di fronte un autore ebreo, anche se molto giovane come Nicole Krauss, che è a tutti gli effetti una newyorkese, la cui “memoria” sulla questione ebrea è un fatto tramandato.
Dello “scrivere a NY” l’autrice dice che è una città che ispira la voglia di reinventarsi, anzi, è la città stessa che chiede di essere reinventata. E per uno scrittore questa condizione è certamente ideale.
Purtroppo non si è approfondito questo argomento, virando su temi differenti, come detto prima.
Quello che spinge una persona a diventare scrittore in genere mi interessa poco, tanto è personale la scelta.
Piuttosto mi interessava conoscere la tipologia e la qualità del contesto in cui si vive questa esperienza.
La Krauss è una ragazza bellissima, con una voce piacevole e dai modi decisamente pacati e gradevoli.
Si è parlato del suo libro La storia dell’amore, che probabilmente leggerò perchè ho avuto la netta impressione che non si tratta di un libro sentimentale, e non pare trattarsi nemmeno di quel genere odiosamente femminile (come ad esempio quello della Kinsella – parere personale non vogliatemene voi lettrici/lettori della suddetta signora).
Il traduttore dell’autrice americana prendeva appunti durante le sue risposte, appunti veloci. Quando doveva cambiare pagina al suo blocco mostrava al pubblico inevitabilmente il foglio appena terminato, e ho avuto modo di notare che le annotazioni erano una sorta di schema, con pochissime parole, e non mi sembrava ci fosse della stenografia. Curiosa e interessante anche questa cosa. C’è una tecnica per tutto.
A più tardi.
(mercoledì 10/09: successivamente a questo evento ho incontrato una traduttrice che mi spiegava che la stenografia viene usata eccome. La traduzione simultanea viene scritta utilizzando uno schema, attraverso il quale si “smistano” le informazioni date da chi sta parlando. In questo modo il traduttore potrà esporre con facilità la traduzione. Come dicevo, c’è una tecnica per tutto :).
h.01.00
Oggi è stata una giornata un po’ faticosa. Non sembra, ma seguire eventi e prendere appunti, e correre tra un luogo e l’altro del Festival stanca un pochino. Tutto molto bello, per carità, volevo solo giustificare l’ora tarda.
- Bellezza e utilità della zoologia
Danilo Mainardi ama il mondo degli animali, e oggi ci ha fatto una lezione sul comportamento degli animali e su certi aspetti molto curiosi. Non è stato difficile sopportare il caldo che anche oggi ha pesato, perchè avevo di fronte il “profe” che tutti gli studenti sognano, vale a dire una persona appassionata delle propria materia, e con la curiosità negli occhi. Curiosità che poi ha trasmesso a tutti i presenti, almeno così mi è parso di capire dai forti applausi finali.
Durante l’incontro il Sig. Mainardi disegnava, su un grosso blocco disposto su un cavalletto, gli schizzi delle specie animali di cui stava parlando. Disegni stilizzati, che alla fine dell’evento sono stati lasciati al pubblico.
Alcuni flash su questo appuntamento.
Gli animali, e la natura in genere, quando incontrano un problema, cercano sempre di trovare una soluzione. Avviene un’ “evoluzione”.
Curiosa è la storia di un uccellino, il buccero, che nel periodo della riproduzione cerca insieme alla compagna una cavità di un tronco. Qui la femmina entra e viene “murata” viva (con fango e non ricordo quali altri materiali) dal maschio, il quale lascia aperto un foro per poter passare il cibo. Qui la femmina cova e accudisce i piccoli fino al momento del primo volo. Il buccero si nutre prevalentemente di frutta. I semi di questi frutti, insieme agli escrementi, vengono gettati fuori dal nido dalla femmina, e cadendo ai piedi dell’albero permettono la crescita degli alberelli da frutto di cui si sono cibati gli uccellini. Questa specie vive nelle foreste, e i predatori di queste foreste riconoscono la collocazione dei nidi grazie a queste piantine, sanno che la crescita di questi alberelli corrisponde alla crescita dei piccoli, e al momento di “maturazione” ideale, si arrampicano sul tronco, sfondano il muro e fanno un lauto pasto.
Altro raccontino: le ghiandaie fanno scorta di ghiande nel proprio gozzo, e successivamente nascondono le scorte qua e là. Il lato curioso della questione è che si ricordano perfettamente quasi tutti i nascondigli. E non si parla di poche ghiande, ma di molte decine. Gli studiosi in materia, dopo vari test, hanno stabilito che questa specie ha una forte memoria, che riesce a costruirsi una mappa cognitiva che permette di ritrovare gli oggetti individuando un dettaglio preciso (un albero, una roccia, …).
Una nuova quercia nascerà laddove la ricostruzione di questa mappa salterà qualche passaggio.
Un’ultima osservazione è stata dedicata alla proboscide dell’elefante, sulla cui origine non si sa molto. Si hanno solo delle supposizioni. Recentemente è nata una nuova teoria, scaturita dall’osservazione del toporagno, secondo la quale in antichità la proboscide funzionava da “boccaglio”, vale a dire per respirare stando sott’acqua.
Gli altri due eventi di oggi sono stati con Jonathan Safran Foer e Carlo Lucarelli.
Ne parlerò domani, anche se due parole su Safran Foer le spendo subito: mi è piaciuto il modo in cui ha risposto alle domande di Gad Lerner, un modo sicuro e non autocelebrativo. In fondo, come ha detto lui stesso, ha scritto solo due libri, e questo non è sufficiente per poter dedurre delle linee di stile.
Dice di scrivere per una sorta di necessità a veicolare i propri pensieri, per riempire dei buchi dell’anima.
Safran Foer ha origini ebraiche, e un albero genealogico mozzato per le vicende storiche che tutti noi conosciamo. La ricerca delle proprie radici lo ha spinto a fare un viaggio nei luoghi in cui il dramma è avvenuto, laddove sorgeva il villaggio natale dei suoi parenti – in Ucraina -, ora scomparso.
Questa necessità di ricostruire, di capire, lo ha portato a una risposta che a me è piaciuta moltissimo. A grandi linee dice questo: “la patria è una questione culturale, ho scoperto che la mia casa è composta da elementi ‘portatili’, la mia famiglia e i miei libri”.
Jonathan Safran Foer è nato e vive a New York, ha scritto Ogni cosa è illuminata e Molto forte, incredibilmente vicino.
Come ho scritto sopra, domani proseguirò parlandovi di Lucarelli e del fantastico torneo di Subbuteo di ieri sera.
Buonanotte.
Dal programma ufficiale del Festival:
ore 11:30 Evento n. 70
Palazzo Ducale – Cortile della Cavallerizza
Corrado Augias
ALLE ORIGINI DEL CRISTIANESIMO
C’è un periodo nella storia del cristianesimo che forse più di ogni altro risulta avvincente per la sua vivacità, l’asprezza e la libertà delle contrapposizioni dottrinarie, le lotte contro le persecuzioni: gli anni della sua nascita. Corrado Augias racconta, con il taglio dell’inchiesta giornalistica, le vicende della religione cristiana dalla morte di Gesù fino al IV secolo, aiutandoci a capire questioni fino ad oggi appannaggio esclusivo degli specialisti.
ore 15:15 Evento n. 78
Centro Culturale “Gino Baratta”
Ilario Bertoletti, Paolo De Benedetti
MAGIE DEL REDATTORE
Dal testo al libro
Come da un manoscritto nasce un libro? Per quali percorsi? Chi, oltre all’autore, ne è l’artefice? Domande per dialogare con Paolo De Benedetti, tra i maggiori protagonisti dell’editoria italiana degli ultimi 50 anni, sulle magie del lavoro redazionale, tra aneddoti, esperienze e interrogativi teologici.
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h. 20.04
- Inchiesta sul Cristianesimo
Quello di oggi è stato l’Augias che piace a me. Niente teatro, ma un incontro con una persona che spiega e racconta, senza alcun contorno scenografico.
Inchiesta sul Cristianesimo è un’intervista/colloquio che l’autore ha fatto con il Prof. Remo Cacitti, docente di Storia del Cristianesimo antico all’Università Statale di Milano.
La vita di Gesù che traspare dai testi storici e dai Vangeli descrive un personaggio decisamente distante da quello che, nostro malgrado, viene “insegnato”.
Il Cristianesimo si assesta quasi due secoli dopo la morte di Gesù, e viene proclamato “religio licita” da Costantino nel 325 con il Concilio di Nicea, e “religione di stato” nel 385 da Teodosio.
Nel frattempo i Cristiani sono stati perseguitati dall’impero Romano, e uno dei maggiori avversari è stato l’imperatore Diocleziano. Ma perchè tanta avversione? La risposta sta nel fatto che la religione di Roma era sia spirituale che civile, concetto che i cristiani minacciavano di rompere con la loro forte e rigida condotta unicamente spirituale. Ad esempio, non rendevano omaggio all’imperatore, rifiutavano di fare il servizio militare, osservavano l’alimentazione liturgica.
Una delle questioni che sono emerse oggi e che mi ha particolarmente colpito, è l’affermazione di un noto studioso di storia del Cristianesimo, Rudolf Burtman (credo si scriva così, ma controllerò), che sostiene che Gesù dovrebbe essere considerato solo come una premessa del Nuovo Testamento.
48 ore dopo l’uscita del libro di Corrado Auguas, già riceveva tre stroncature: Famiglia Cristiana, Avvenire, Il
Foglio.
E dire che non è un libricino piccino piccino…
- Magie di redattore
Il teologo ed editore Paolo De Benedetti, è un uomo anziano brillantissimo. Ascoltarlo, oggi, mi ha fatto sopportare per oltre un’ora e mezza il caldo opprimente del primo pomeriggio.
Ha raccontato del suo ingresso nel mondo dell’editoria, del suo Dizionario delle opere degli Autori della Bompiani, della sua datata esperienza con Bompiani e Garzanti, dei suoi anni di studio sull’ebraismo, dei suoi incontri con personaggi oggi notissimi come Umberto Eco, Celestino Capassi.
Una curiosità per chi ha letto Il pendolo di Focault: il personaggio di Diotallevi è la trasposizione del sig. Paolo De Benedetti.
Ha raccontato di com’era un tempo la figura dell’editore, della sua forte presenza umana; era colui che si occupava concretamente della gestione dell’azienda, delle assunzioni.
Ha poi parlato di quelli che lui definì “manuscrittori”, coloro che gli mandavano i loro scritti con le pagine incollate, per poter poi verificare che fossero stati effettivamente letti.
Si è parlato dell’interessante figura del redattore, del concetto originale di redattore, colui che ha il compito di “trasformare” il manoscritto in libro, controllare che sia perfetto (cioè conforme alle regole redazionali
dell’editore), intervenire se necessario nel testo – compito ora svolto dagli Editor: coloro che permettono la pubblicazione di un libro).
Altro compito difficilissimo è scrivere quello che un tempo era definito “il risvolto”, vale a dire la “quarta di copertina”: descrivere il libro senza svelare troppo.
De Benedetti ha poi elencato alcune regole da seguire tassativamente quando si scrive un testo:
- mai scrivere “governò saggiamente” se si parla di un personaggio politico (mai essere di parte);
- non mettere mai due volte in un’unica frase i due punti (“:”)
- il punto e virgola (“;”) “è quasi da affidare al WWF come specie in estinzione” … usatelo;
- si aggiunge la “d” alle congiunzioni “a,e,o” solo se la parola seguente inizia con la stessa vocale;
- mai mettere il corsivo tra virgolette.
E poi ancora si è parlato dei compiti di “sbobinatore” (difficilissimo e mal pagato) e correttore di bozze.
In relazione a quest’ultimo si è accennato al problema del refuso, dell’errore, che inevitabilmente si trova in ogni libro.
Secondo De Benedetti anche il correttore di bozze andrebbe affidato al WWF, in quanto molto spesso ci si affida alla correzione dell’autore stesso. Certamente scelta non ideale.
Il correttore di bozze perfetto deve avere un approccio analitico con il testo, leggere un passaggio e poi dimenticarsi di quanto letto.
Io farei una fatica boia :)
Giornata intensa e piacevole oggi.
Sto scrivendo da un tavolino sotto a un tendone, dove si sta svolgendo il torneo di Subbuteo. Fantastico! Quanti Signori bambini ;)
Purtroppo l’evento di Pennac era già al completo…
A Domani!
h. 17.18
Eccomi qua, in Piazza Sordello a Mantova, in attesa dell’evento n. 42. Qui sotto la presentazione come da Programma, e in seguito la presentazione dell’altro evento di questa sera a cui assisterò, con Corrado Augias.
La città è già in pieno clima di Festival, e il nostro Bed & Breakfast è vicinissimo al centro.
Ci si risente poi.
DAL PROGRAMMA UFFICIALE DEL FESTIVAL:
ore 18:00 Evento n. 42
Casa del Mantegna
Massimo Cirri, Flavio Soriga
FLAVIO SORIGA CON MASSIMO CIRRI
“Pessimi sogni fanno sempre gli scrittori, anche quelli della domenica che non hanno romanzi da consegnare agli editori, pessimi sogni quando bisogna raccontare e le storie bussano alla porta dei sogni”. Scrivere per Flavio Soriga è uno stato febbrile, un agitato dormiveglia. Dall’esordio con i racconti di I diavoli di Nuraiò fino all’ultimo Sardinia Blues - passando per il palcoscenico di Scritture Giovani nel 2003 -, Soriga ha raccontato di personaggi felicemente malati e disperatamente avventurosi con uno stile spesso compulsivo. Lo incontra Massimo Cirri.
ore 21:00 Evento n.53
Teatro Sociale
Corrado Augias
LE FIAMME E LA RAGIONE
Corrado Augias propone una delle pagine più tragiche del pensiero culturale del nostro paese, l’assassinio mediante condanna al rogo di Giordano Bruno, uno dei massimi geni della storia della cultura occidentale. Ad oltre quattrocento anni dalla sua morte, ascoltare il pensiero di Giordano Bruno è un momento di riflessione imprescindibile per atei, agnostici e cattolici sui compiti da assolvere in uno stato laico e civile.
regia Ruggero Cara, scene e costumi Rossana Monti, musiche originali Valentino Corvino, musiche live C-Project, produzione Promo Music
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h. 00.30
- Flavio Soriga con Massimo Cirri
Insomma, non c’è che dire, se è Cirri a introdurre e condurre un appuntamento, ci si diverte.
E se poi anche l’invitato di turno è altrettanto divertente, la situazione fila che è un piacere.
Massimo Cirri ha intervistato Flavio Soriga (con l’accento sulla o), scrittore sardo giovane. Un piccolo giovane scrittore sardo. Un piccolo sardo, come il mio amico Flavio Careddu – che peraltro scrive anche lui, ma scrive versi; dice di non avere un buon rapporto con le trame…
Comunque. Il libro in questione è Sardinia Blues, primo libro acquistato al Festival e non ancora autografato (Soriga resterà a Mantova ancora per qualche incontro).
Nel libro si racconta di ragazzi sardi generazione “Ryan air” che partono per Londra, alla ricerca di un pezzo di libertà. Poi tornano.
La mia sintesi è vergognosa, lo so, ma durante l’incontro si è divagato un po’, e poi si sa che mica ti viene raccontata la trama intera, ma che piuttosto si cerca di incuriosire il pubblico.
Il risultato è stato un successo, e a fine intervista moltissima gente si è precipitata ad acquistare il libro.
Alcuni punti fondamentali di questo evento:
- le ballerine sono tutte stronze;
- per effetto della globalizzazione la “seadas” (un buonissimo dolce sardo) ora si serve in tutti i ristoranti della Sardegna, da nord a sud;
- Soriga ha scritto e letto solennemente un atto di solidarietà a Bruce Willis, vittima di un increscioso episodio avvenuto in costa Smeralda;
- è risaputo che i critici “mica li leggono i libri”;
- gli sponsor di questo evento avevano probabilmente “bisogno di riciclare denaro sporco”.
- Le fiamme e la ragione
Di tutt’altro genere l’incontro al Teatro Sociale con Corrado Augias.
Il teatro è molto bello, ricorda il Grande di Brescia. Il contesto, quindi, era bello. Meno lo spettacolo.
Augias mi piace, ma il suo racconto su quello che successe a Giordano Bruno ai tempi dell’Inquisizione è risultato pesante. Non tanto per la sua relazione, quanto per la scenografia, per gli stacchi con musica a tratti distorta e immagini proiettate sullo sfondo del palco. Non mi sono piaciuti.
La storia di quest’uomo che ha sostenuto fino alla morte le sue teorie, nonostante gli anni di prigionia e torture, è senza dubbio interessante e significativa. Solo questo mi ha fatto restare fino alla fine.
Domani, tuttavia, ci sarà un altro incontro con Augias, ma non a teatro, bensì in un contesto più informale.
Parlerà delle “Origini del cristianesimo”.
Sul diario di fine serata con Lella Costa e Flavio Soriga per ora non mi pronuncio. Vediamo come sarà quello di domani.
Buonanotte :)

L’edizione 2008 del Festival della Letteratura di Mantova si terrà dal 3 al 7 settembre. Io sarò là dal 4 settembre, giorno in cui inizierò il mio DayBlog.
Stay tuned! ;)




















