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copertina di Benissimo - giugno 2009

Sul mensile Benissimo di giugno potete trovare un servizio dedicato al telaietto, con quattro modelli di magliette e top per la sera (e non). Naturalmente a fondo pagina ci sono le istruzioni e la scuola per imparare la lavorazione.

Unica osservazione: uno dei top è realizzato a due colori, ma non viene spiegato come si lavora un quadrato a due colori :( Ho provato subito a mettere in pratica quello che lo schema pubblicato sulla rivista riporta, ma a lavoro finito mi ritrovo troppi fili scomodi (vedi foto).

Telaietto - quadrati a due colori

Vedrò di provare anche in un altro modo.

Su Benissimo di luglio e settembre/ottobre usciranno altri articoli!

Quando ci prendo gusto a fare una cosa, funziono che è una meraviglia :)

La tintura della lana è decisamente un processo che mi interessa molto. Qualcuno mi ha anche chiesto perchè si tinge la lana quando in commercio non c’è che l’imbarazzo della scelta.
La risposta è che farlo da sè non ha confronto, che i lavori che farai con la lana che hai tinto avranno un altro sapore, che la tonalità che ottieni non è in commercio, che lo sfogo che dai quando crei qualcosa è impagabile, e anche terapeutico.

Ho fatto altri due esperimenti, uno con lo zafferano e l’altro con il tè verde. Mi piacciono entrambi, e quello al tè verde tantissimo.
Nel frattempo ho finito uno scaldacollo con la lana al riso nero, fatto con il telaietto tondo e quadrato. Farò un post nei prossimi giorni.

Dopo ben due settimane di silenzio mi decido a scrivere di Abilmente, la fiera di Vicenza.
L’edizione di primavera è decisamente più piccola rispetto a quella autunnale. E’ vero che anche la Pasqua ispira molte creazioni, ma il Natale è ancora il tema preferito dagli hobbisti.
Non ho visto grandi novità, ma alcune cose interessanti si.
Innanzitutto il nuovo libro sulla forcella pubblicato da Bevilacqua Lane – e che Gabriella di Hobbydonna mi ha regalato :) Nello stand dove era in vendita il libro erano in atto dei corsi di forcella che avrei voluto tanto seguire, ma che il sovraffollamento non m i ha permesso di fare.
Sempre di Bevilacqua (che in fiera aveva ben 3 stand sparsi qua e là) le dimostrazioni di telaietto… Ebbene si! Il mio caro telaietto :) Sono felice di sapere che sta davvero tornando in auge, ed è questa una delle cose interessanti della fiera: oltre a Hobbydonna, e di conseguenza la sottoscritta, qualcun’altro ha notato che questa tecnica interessa ancora.
Il decoupage è in fase di estinzione, ma sono certa che come una fenice rinascerà dalle proprie ceneri, ripulito dagli eccessi che l’hanno, a mio parere, imbruttito e reso troppo spesso davvero di cattivo gusto.
Per il resto hanno trionfato il tessuto – patchwork e pupazzeria – e la bigiotteria, realizzata con perline & co. ed anche con uncinetto e materiali di riciclo.

Nello spazio dedicato all’Atelier del cucito e maglia mi è piaciuto tutto. In particolare le creazioni di Luisa De Santi e quelle di Donatella Michelon. La prima ha esposto bigiotteria ed altri accessori lavorati ad uncinetto, che ho trovato meravigliosi! Tra le cose mostrate dalla sig.ra. Michelon c’erano delle spille ottenute da materiale riciclato (bellissime!) e dei rametti di corallo in rafia e filo di rame lavorati a tubolare.

All’ingresso in fiera avevo appuntamento con Rosalia, un’amica conosciuta sul blog e già incontrata l’anno scorso. Ci siamo tenute compagnia per un po’ e ci siamo riviste all’uscita per i saluti. Mi ha portato a far vedere due sue invenzioni (alle quali purtroppo le foto non rendono giustizia!). La prima è il tubolare aperto realizzato con il tricotin, e la seconda è un’alternativa alla fettuccina che serve per appendere gli strofinacci da cucina: due fiori sovrapposti e cuciti assieme lungo quasi tutta la circonferenza, creati con il flower loom. Si inserisce un angolo dello strofinaccio attraverso lo spazio non cucito dei due fiori, facendolo spuntare dalla parte opposta (tra un petalo e l’altro) di un paio di cm.
In questo modo lo strofinaccio rimane bloccato, e al chiodo si appende soltanto il fiore. Insomma, se anche a voi – come a molte – si rompono spesso le fettuccine appendi asciugamani o strofinacci, questa è un’ottima soluzione per eliminarli del tutto :)

E veniamo alla sig.ra Renata, il mio guru della maglia. Purtroppo la novità di cui mi parlava si riferiva al chiacchierino.  Non conoscendo questa tecnica non ho potuto apprezzare la novità nell’esecuzione, ma soltanto l’esempio che mi ha mostrato, naturalmente molto bello.
Tuttavia non potevo andarmene senza aver imparato qualcosa di nuovo: il punto stella ad uncinetto.
L’esempio che vedete in foto è quello che ho fatto io, non perfetto e visibilmente interrotto da un groviglio di fili… Mi si era incastrato tutto e ho preferito interrompere. Mi sono scritta tutti i passaggi e a casa ho fatto qualche prova: mi ricordo tutto, ma devo aggiustare la tensione del filo e rendere più fluido il movimento. In fondo l’uncinetto non è ancora la mia specialità.

Anche questa volta ho sfruttato la borsina di tela che mi porto sempre appresso quando visito le fiere. Metti caso che mi scappi qualche acquisto! :)
In foto: saponette di Stile Nordico, timbrini con fiocchi di neve della Aladine, un uncinetto tunisino, e (finalmente!) qualche accessorio della Cloveryo yo maker, pom pom maker e puff quilting clip set.

Ci sono voluti tre mesi, e forse non sono nemmeno tanti per un progetto che ho (abbiamo) seguito in gran parte al di fuori degli orari canonici di lavoro; facendo spesso le ore piccole.

Domani sarà on-line il nuovo sito iltelaietto.it, ad un’ora imprecisata :)

Sapevo che la mia amica Annamaria non avrebbe deluso le mie aspettative. E’ bastato chiederle un consiglio su dove reperire libri vecchi sulle arti femminili, per scoprire che lei stessa ha a disposizione un libro – passato di generazione in generazione – esattamente come cercavo. E che mi ha gentilmente prestato a tempo indefinito.

E’ l’Encyclopédie des ouvrages de Dames edizioni DMC, scritto da Thérèse de Dillmont.
Non avete idea di quanto mi piacciano questi libri che non si trovano quasi più, con disegni anzichè foto, con punti ormai dimenticati e un sacco di cose che ancora non so fare.
Per me è come avere per le mani un piccolo grande tesoro.

stella di natale di lana lavorata ai ferri stella di natale di lana lavorata ai ferri, appesa
(Progetto pubblicato anche su Hobbydonna.it e Conlemani.net)

Avrei dovuto imparare a fare foglie e fiori ai ferri alla fiera Abilmente, con Renata Serra Forni. Purtroppo, il suo spazio era letteralmente invaso da donne in cerca di istruzioni per fare questo e quello. Anche io sono andata per lo stesso motivo, ma non avendo molto tempo a disposizione, mi sono accontentata di imparare le frange fatte a forcella. Accontentata per modo di dire.

Poi succede che acquisto una rivista di maglia (della Lane Mondial) e, sorpresa, scopro che contiene schemi per fare foglie di varie dimensioni, e di una semplicità da “embeh? tutto qui?”. Ora, non voglio apparire gradassa: quelle foglie sono davvero semplicissime.
Ho iniziato a farne una, poi la seconda, la terza… ma poi che me ne faccio? Ho pensato ad una stella di Natale, perchè no. Avevo già i filati dei colori necessari, e mi sembrava una bella idea da appendere fuori dalla porta dall’otto dicembre in poi.
Ogni anno faccio qualcosa di diverso e sempre all’ultimo minuto. Quest’anno, invece, sono partita d’anticipo.

Prima di trascrivere lo schema, descrivo brevemente come ho assemblato il tutto, anche se – a dire la verità -, è abbastanza intuibile:

  • cucire le foglie verdi tra loro alla base, formando una coroncina (con un puntino ho unito tra loro anche i lati delle foglie);
  • cucire tra loro le foglioline piccole centrali (tre triangolini verde chiaro e tre piccole catenelle fatte ad uncinetto);
  • inserire il mazzettino di foglioline nel centro della corona di foglie verdi, fissandolo con ago e filo;
  • cucire una alla volta le foglie rosse grandi, fissandole al mazzettino di foglioline piccole;
  • cucire allo stesso modo le tre foglie rosso scuro.

Dato che la mia intenzione è quella di appendere la stella alla porta di ingresso, ho fissato sul retro un cerchio in fil di ferro, e ho cucito con un solo punto le foglie rosse grandi alle foglie verdi (perchè non si afflosciassero una volta appese).

Lo schema che ho utilizzato per i tre tipi di foglie è il medesimo. Le dimensioni diverse sono dovute solo alla differenza di filato: foglie verdi con il ferro 6, foglie rosse grandi con il 4 e ferro 3 per le foglie rosse piccole.

.

Schema

Piccola legenda: f=ferro; m=maglia; gett=punto gettato; m ins=lavorare un numero di maglie insieme.

montare 5 punti
1° f: diritto
2° f e f pari a rovescio
3° f: 2 m dir, 1 gett, 1 m dir, 1 gett, 2 m dir
5° f: 3 m dir, 1 gett, 1 m dir, 1 gett, 3 m dir
7° f: 4 m dir, 1 gett, 1 m dir, 1 gett, 4 m dir
9° f: 5 m dir, 1 gett, 1 m dir, 1 gett, 5 m dir
11° f: 6 m dir, 1 gett, 1 m dir, 1 gett, 6 m dir
13° f: 7 m dir, 1 gett, 1 m dir, 1 gett, 7 m dir
15° e 17° f: diritto
19° f: 6 m dir, 2 m ins dir, 1 m dir, 2 m ins dir, 6 m dir
21° f: 5 m dir, 2 m ins dir, 1 m dir, 2 m ins dir, 5 m dir
23° f: 4 m dir, 2 m ins dir, 1 m dir, 2 m ins dir, 4 m dir
25° f: 3 m dir, 2 m ins dir, 1 m dir, 2 m ins dir, 3 m dir
27° f: 2 m dir, 2 m ins dir, 1 m dir, 2 m ins dir, 2 m dir
29° f: 1 m dir, 2 m ins dir, 1 m dir, 2 m ins dir, 1 m dir
31° f: 2 m ins dir, 1 m dir, 2 m ins dir
33° f: 3 m ins dir

P.S.: le prime “2 m ins” dal 19° ferro in poi sono una mia scelta; nello schema originale i punti vengono calati con 1 accavallamento semplice prima, e 2 maglie insieme a diritto poi (es.: 19° f: 6 m dir, 1 acc sempl, 1 m dir, 2 m ins dir, 6 m dir ).

angioletti in lana e feltro

L’edizione autunnale di Abilmente mi ha dato moltissimi spunti. Alcune cose me le sono annotate con carta e penna, altre sono ancora in testa e altre ancora sono immortalate sulla mia digitale.
Ultimamente trovo comoda la soluzione della fotografia come promemoria, per quegli oggetti che non hanno bisogno di spiegazioni dettagliate per poterli realizzare.

Gli angioletti nella foto sono un esempio.
In questo caso il promemoria fotografico era venuto un po’ sfocato, ma è servito ugualmente.
Nonostante non abbia trovato la stessa lana degli angioletti esposti in fiera e non sia certa del materiale usato per le ali, credo che il mio angioletto con paillettes e ali in feltro possa andare ;)

Se siete in grado di fare le nappine e di disegnare e ritagliare un paio di ali, l’angelo è fatto.
Se invece volete qualche indicazione su come si fanno le nappine, date un’occhiata qui o qui.

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