Bergonzoni, telaio etrusco e un pochino di Virginia Woolf – Festival Letteratura Mantova


Ho scoperto, con mio grande piacere e condivisione, un filo conduttore in questo Festival: il messaggio a “darsi una mossa”, a non soccombere per abitudine e pigrizia a ciò che altri decidono per noi.
Come dice Don Gallo, serve alzare la testa.

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Alessandro Bergonzoni

Puntuale, alle 12:15 – e sotto un sole cocente -, mi sono piazzata in un angolino di Piazza Canossa per assistere all’evento “Defenestrato, pensieri al balcone”, di e con Alessandro Bergonzoni.
La piazza era gremitissima, e quando lui è comparso alla finestra di uno dei palazzi che le stanno a ridosso, è scattata l’ovazione.
E lui ci ha salutati gridando un orgoglioso “cittadini!” :)

Non è che si possa raccontare Bergonzoni, si possono riportare giusto alcune frasi, alcune battute.
Se conoscete la sua voce, il suo stile, provate ad immaginarvelo mentre dice:
“Cos’è la letteratura? La letteratura è un GRANCHE’. Tutti sanno cosa significa “non è un granché”; ecco, la letteratura è un GRANCHE’.
L’ignoranza è biadesiva, perchè attacca da tutte le parti.
Siamo noi gli artificieri del nostro destino. Siamo noi che possiamo farlo esplodere…”

(Niente male anche queste: “Aiutare a dire messa. Non sei capace? Ti aiuto io: M-E-S-S-A” – “La donazione di organi sessuali è generosità o un’offesa? Darmi del coglione, è un atto generoso o un’offesa?” – “Si possono fare le foto alle onde? Vengono mosse, ma falle”).

Urge un intervento di “chirurgia etica”, urge “rifare il senno” agli italiani.

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Il telaio etrusco.

Riproduzione del telaio etrusco

Come potevo non mancare a questo evento (pieno di bambini, ma anche con qualche adulto)?!
Infatti ci sono andata, ed è stato divertente.

Durante gli scavi nel Parco archeologico del Forcello a Bagnolo San Vito, alle porte di Mantova, sono stati rinvenuti dei pezzi di telaio in legno e molti accessori per la tessitura.
Il telaio è stato ricostruito sulla base dei dati archeologici forniti dallo scavo di un’abitazione. Ora, presso il parco, vengono organizzati corsi e dimostrazioni sul suo utilizzo.

Oggi ho imparato a tessere all’etrusca, utilizzando un piccolo telaio che le operatrici del Forcello hanno costruito  come riproduzione dell’originale.
Sfortunatamente, i telai utilizzati durante l’evento non erano in vendita, ma lo sono presso il Parco archeologico (e costano soltanto 12 euro).

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Sull’appuntamento dedicato a Virginia Woolf avrei una brevissima considerazione, ma che farò più tardi perchè devo incontrarmi con amici. E naturalmente sono in ritardo :)

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Di soli tre minuti, alla fine!
Non mi piace essere in ritardo, ma a volte mi succede per eccessiva fiducia nelle mie capacità di essere svelta a prepararmi… :)

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L’incontro dedicato a Virginia Woolf era con la scrittrice/editrice/traduttrice Ginevra Bompiani, con la scrittrice (saggista, mi è parso di capire) Liliana Rampello e con nientepopodimenoche Angelica Garnett, la nipote di Virginia Woolf. Che ha novant’anni e rotti, e una straordinaria somiglianza con la zia.

Dopo aver ascoltato tre quarti d’ora di spiegazioni sulla Woolf scrittrice e lettrice (interessanti si, ma un pochino prolisse), si è arrivati finalmente all’intervista alla nipote, che era poi quello che stavo attendendo – e con me quasi tutto il pubblico.

La povera signora Garnett è anziana, ed è stata tutto il tempo ad ascoltare, non capendo, lo spiegone della Rampello prima e della Bompiani poi. Al momento dell’intervista, avendo comprensibili problemi di udito, ha avuto delle difficoltà di comunicazione con la traduttrice.
Mi sono imbarazzata io per lei, e sono uscita prima della fine dell’evento.

Ho sentito chiaramente una sola risposta della Garnett, ad una banale domanda del tipo “com’era sua zia?”.
La risposta è stata “Mia zia era una persona allegra, quando veniva a trovarmi mi dava sempre dei sopranomi, giocava. Non era affatto la persona triste e seria come tanti erroneamente credono”.

Ho letto due libri della Woolf, Mrs Dalloway e La stanza di Jacob.
Li ho trovati non di facile lettura, ma straordinariamente densi.

3 thoughts on “Bergonzoni, telaio etrusco e un pochino di Virginia Woolf – Festival Letteratura Mantova

  1. Simo, vai come un treno! Faccio fatica a starti dietro, ma quando ti acchiappo è gradevolissimo!

    Bergonzoni mi piace, lo trovo estremamente originale, non solo per quello che dice ma per come lo dice.

    Sai che ho un telaietto simile a quello nelle foto? E il modo per lavorarci è come quello che mostri: lo presi per intrattenere i bimbi, ma loro sono poco pazienti e alla fine, di tanto in tanto, ci gioco io che, non avendo capito come chiudere un lavoro, alla fine disfo sempre tutto e buonanotte al secchio! ^ ^

  2. Scarabocchio:
    Grazie Anna! ;)
    Ieri mi hanno insegnato una delle possibili chiusure! ma come faccio a fartela vedere scrivendo??? :)

    Uno dei modi è quello di preparare l’ordito con dei fili di lana, anziché di cotone come quelli che si vedono in foto.
    Una volta terminato il lavoro, tagli a debita distanza l’ordito e lo annodi (bello sarebbe saper fare un po’ di macramé) per fermare la trama e formare delle frange.
    Meglio ancora sarebbe fermare la trama prima di tagliare l’ordito, con un metodo facilissimo, ma che appunto mi riesce difficile da spiegare a parole.
    Ho provato a cercare qualcosa in rete e mi sono imbattuta in questo sito con un sacco di tutorial interessanti:
    http://backstrapweaving.wordpress.com/

    Il telaio non è lo stesso, ma il principio mi sembra di si.

    Bacioni! ;)

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