You are currently browsing the category archive for the 'Hobby' category.
Ho finito di decoupare, colorare con acrilici e verniciare alcuni dei ciondolini fatti qualche giorno fa con la pasta Gabrylea.
Quelli con il mini decoupage delle faccine di donna sono i miei preferiti. Ho usato dei tovaglioli molto fashion ;)
In questi giorni ho finalmente provato la pasta Gabrylea, una pasta modellabile.
Devo dire che l’impasto mi è venuto alla prima prova e la sensazione al tatto è davvero bellissima. Non so come spiegare, sembra vellutata.
Per l’occasione ieri ho acquistato un set di formine in alluminio, piccoline, giuste giuste per fare dei ciondolini.
Ho fatto anche delle prove di impasto colorato - riuscite bene -, e delle prove di unione di sfoglie di diversi colori (per tentare la lavorazione che si fa con paste sintetiche come cernit e fimo) - riuscita molto meno bene, ma mi eserciterò.
Questa pasta è acquistabile solo online, e per la precisione si acquista la ricetta in formato digitale, con relative spiegazioni dettagliate. Costa solo otto euro e secondo me ne vale la pena. Basti pensare che questa pasta essicca anche all’aria.
Che cosa mai avrà a che fare la letteratura con il Subbuteo?
Mio fratello Marco, come intere generazioni di ragazzi, ci ha passato le giornate su quel panno verde, a colpi di sfide, e con tanto di cronaca. Me lo ricordo ancora.
Ora tutti quegli omini colorati sono pezzi da collezione, praticamente spariti dal reparto giochi, rimpiazzati da soluzioni più tecnologiche e immediate.
Chi mai avrebbe immaginato che sarebbero stati scritti persino dei libri sul Subbuteo?
Quest’anno al Festival della Letteratura di Mantova ci saranno ben due eventi dedicati al mitico gioco.
Il primo è intitolato Remember Subbuteo - incontro tra Daniel Tatarsky (autore del libro Subbuteo. Storia illustrata della nostalgia), Andrea Piccaluga (campione del mondo juniores di Subbuteo 1978) e Darwin Pastorin, giornalista.
Il secondo incontro è Festivaletteratura Golden Cup - Torneo di Old Subbuteo.
Nientepopodimeno che un torneo :)
Per l’occasione - dato che anche quest’anno andremo a Mantova per il Festival - Francesco ha riesumato oggi stesso, dal solaio, la sua vecchia squadra di Subbuteo, il Barcellona (vedi foto). Chi volesse partecipare alla grande sfida “amarcord” non deve fare altro che andare in Piazza Leon Battista Alberti venerdì 5 settembre, alle 19.00. Ingresso libero.
Parteciperanno scrittori, visitatori, giornalisti e campioni del passato. E vinca il migliore!
Qui anche Francesco parla di Subbuteo, sul suo Yegods!
Qui il programma di tutto il Festival.
Dato che non ho per il momento il tempo di fare nulla con le mie manine, vi faccio vedere i lavori realizzati da altri.
Prima è toccato alle tartarughine di Scarabocchio, ora è la volta degli Amigurumi di Rita. Non sono carinissimi?
Questa tecnica giapponese mi piace moltissimo, è in circolo almeno da due o tre anni, ma io l’ho conosciuta più recentemente. Gli Amigurumi sono dei piccoli animaletti o altri oggetti imbottiti, lavorati sia con l’uncinetto che con i ferri.
In rete si trova molto materiale da spulciare, e per chi vuole cimentarsi esistono numerosi tutorials. Ad esempio qui e qui (sono in inglese).
Il primo pupazzo Amigurumi che mi è capitato di vedere è forse il più noto. Si tratta di Amineko, un gatto nato dalla fantiasia di una ragazza giapponese, Nekoyama. Ho letto in alcuni blog che questa ragazza fotografa i suoi gatti in posa, oppure li porta con sè e li fotografa in giro per il Giappone. Tutto ciò mi ricorda quello che faccio io con il mio papero, ma questa è un’altra storia.
Nekoyama ha realizzato e tradotto in inglese lo schema del suo Amineko, tutto senza scopo di lucro. Perciò, chi volesse knittare o crochettare il proprio gatto Amigurumi, lo faccia con lo stesso spirito.
Qui sotto i gatti di Nekoyama in posa.
Dopo due settimane dall’ordine è arrivato! che bello…
Nella confezione ci sono: il telaietto (22.5 cm x 22.5 cm), un ago, un libretto con le istruzioni e un dvd con le videoistruzioni, che ancora non ho visto. E’ un bel quadratone, nonostante sia un medium. Esiste anche il large, che con un quadrato solo ti fa un poncho per bimba :)
E’ fatto praticamente di compensato spesso, con un’astina che blocca il telaio durante la lavorazione, e che lo sblocca per far piegare le “ali” e smontare il lavoro.
Questa sera lo proverò, ed entro qualche giorno conto di fare il video.
Per motivi vari, sono riuscita solo oggi ad acquistare il cotone per fare la canotta di un paio di post fa.
Ero già preparata a cosa sarebbe successo una volta entrata in negozio, e devo dire che mi sono fatta una discreta resistenza, considerate tutte quelle offerte…
Oltre al cotone blu e bianco per il top, ho portato a casa altro cotone bianco e grigio topo, cotone filo di scozia color ecru e una borsa porta ferri ecc. per mia mamma :)
La cosa divertente di questo mio nuovo lavoro ai ferri è che lo farò in contemporanea con un’amica che vive a parecchi km da me. Così “parecchi” che potremo aggiornarci sul procedere dei rispettivi lavori solo attraverso e-mail e fotografie.
Tonia ha già fatto il campioncino, ora tocca a me!
Un nuovo videocorso in arrivo!
Oggi ho terminato una scatola molto romantic.
E’ un acquisto della fiera primaverile Abilmente dell’anno scorso, allo stand di Workshop; è esagonale, in cartone bianco.
Non amo particolarmente le decorazioni floreali tipiche del decoupage - in realtà sono quelle del decoupage pittorico che non apprezzo molto - , ma questa volta avevo proprio voglia di appiccicare fiorellini qua e là.
Questa tecnica ha forse già superato il “passo”, e ora è in discesa.
Il decoupage ha avuto un successo incredibile - inutile raccontare ora la storia, che potrete leggere ovunque (e non qui :) -, tanto da creare un mondo di prodotti, distribuiti da varie case produttrici.
Pur avendo sperimentato tante varianti, in questo marasma di tecniche/effetti/anticature/imitazioni ecc. ecc. rimango fedele al decoupage classico, quello del “colora, ritaglia, incolla, proteggi”. E il sotto-vetro è tuttora il mio preferito.
E’ vero che sono pigra, ma in realtà c’è anche un’altra questione che mi trattiene dal decoupare, ed è la collocazione fisica degli oggetti da me amorevolmente decorati :) Non faccio mercatini e non voglio riempire casa di soprammobili, quindi, mi appresto al “taglia e incolla” solo a condizione che ci sia un utilizzo finale.
Questa scatola fiorata, ad esempio, mi serve per contenere tutti i cd che diventeranno altered-cd.
Cosa ne farò, poi, di tutti gli altered-cd ancora non so ;)
Da qualche giorno è on-line il nuovo sito di Hobbydonna.it.
E’ da poco piu’ di un anno che Gabriella (la creatrice del sito) ed io stiamo operando il travaso dei contenuti dal vecchio al nuvo sito, e vederlo finalmente pubblicato è una grande soddisfazione.
C’è ancora da fare, ma la parte più consistente è stata ormai smaltita.
Il sito è molto vasto e in continuo aggiornamento, grazie anche al contributo di molte lettrici.
La filosofia di questo portale è quella di dare un’informazione a tutto tondo sulle arti creative e permettere una libera fruizione dei contenuti.
E’ infatti gratuita anche l’iscrizione al portale, che permette di pubblicare annunci in Bacheca, aggiungere il proprio sito/blog (con una breve recensione) nella già consistente lista dei Links a siti del settore creativo, pubblicare Eventi e Manifestazioni, Corsi e Concorsi, e naturalmente aggiungere fotografie dei vostri lavori nella Galleria.
Credo proprio che la inaugurero’ l’inverno prossimo.
Se volete un consiglio, con il telaietto non usate una lana che si sfibra facilmente. Con quella che ho usato io non sono mai riuscita a terminare un quadrato senza che il filo si fosse spezzato. Inoltre, tende a deformare un po’ il lavoro.
Un’altra cosa che non mi piace molto e’ il buco che si forma sui lati tra un modulo e l’altro.
Certo e’ che, trattandosi di una sciarpa, una volta annodata al collo qualsiasi imperfezione sparisce.
E poi io non sono una perfezionista ;)
Nella foto a destra si vede la sciarpa con un bordino “a festoni” e le frange.
Queste immagini sono state prese dal sito http://www.thebutterflyloom.com/
x
x
Rosy, una mia lettrice :), mi ha inviato un link interessantissimo (pagina da cui si arriva anche al sito delle immagini qui sopra).
Avete presente quando si passa da un link all’altro, che poi non ci si ricorda piu’ da dove si e’ partiti? Ecco, a me accade spessissimo (sempre…), ed e’ successo anche questa volta: mi sono persa nelle trame dei Looms.
x
Succede che un giorno Scarabocchio mi chiede se ho mai visto un certo tipo di telaio, linkandomi una foto. Si trattava del Knitting Loom, mai visto. Pero’ Rosalia si (e’ un’altra amica del blog) e mi dice che su youtube esistono anche dei video.
Ed ecco che arriva anche il link da Rosy, di cui sopra.
Si tratta del Butterfly Loom, che assomiglia moltissimo al telaietto di metallo, solo che si apre e chiude a farfalla per lavorare/smontare il lavoro.
Ci sono misure e forme diverse, tra cui una che riproduce un bel quadratone, adatto per fare coperte.
Se andate nella homepage del sito non perdetevi la sezione Small Looms & Daisy Winder: fiori fatti con piccoli telaietti tondi e triangolari, ma soprattutto template di telaietti fai-da-te, ritagliati da plastica flessibile come quella dei contenitori del gelato.
Il sito e’ in inglese, ma anche se non conoscete la lingua cliccate selvaggiamente su ogni link almeno per vedere le immagini, che gia’ con quelle ci si fa un’idea.
Le due cose nel titolo sono quelle che mi sono portata appresso dalla fiera di Vicenza.
Si fanno entrambe con l’uncinetto e mi sono state insegnate da una signora a dir poco disponibile. Si chiama Renata Serra ed e’ una vera e propria esperta di ricamo, merletto, cucito, patchwork e naturalmente maglieria.
Ho passato molto tempo al suo tavolo e non l’ho mai vista stanca di insegnare. Una vera e propria appassionata della divulgazione senza scopo di lucro. E questa e’ una cosa che mi e’ piaciuta molto, e non perche’ io non abbia sborsato un euro per apprendere cose che non conoscevo, ma proprio per il concetto che e’ bello passare agli altri quello che si sa.
Il punto canna (foto a sinistra) e’ un punto molto vecchio, che si faceva con uncinetto e canna di bambu’.
Ora si puo’ usare qualsiasi cosa che sia liscia, come il manico di una scopa, un tubo qualsiasi, un ferro da maglia grosso.
Dopo aver eseguito una serie di catenelle (io ho fatto un multiplo di quattro + 1, sempre su indicazione dell’insegnante), si fa girare il filo intorno alla canna, si infila l’uncinetto nella seconda catenella e si prende il filo che si e’ fatto girare intorno alla canna, eseguendo una maglia bassa. Cosi’ fino in fondo alla fila di catenelle.
A questo punto si sfila la canna e si avra’ una serie di anelli (che sono poi la base del punto pelliccia), si fanno 3 catenelle, si infila l’uncinetto in quattro anelli e si chiude con una m. bassa e poi ancora tre m. basse, sempre nei quattro anelli. Poi si passa ai successivi quattro, fino in fondo. Al giro seguente si riprende la canna e si rifa’ il giro entrando in ogni punto.
La rosa irlandese (foto a destra) e’ un po’ piu’ complicata da spiegare, e per il momento vi lascio giusto la foto :) In un altro articolo mettero’ le istruzioni, ammesso che io riesca a decifrare la mia scrittura da appunti :p
Ci sono altre cose da dire sulla fiera, ma anche quelle “a poi”.

Domani inizia l’edizione primaverile della Fiera Abilmente di Vicenza, e durera’ fino a domenica 2 marzo.
Stand, atelier, mostre, laboratori, corsi, eccetera eccetera. Per me e’ ormai un appuntamento fisso.
Ricordatevi che quest’anno la fiera occupera’ il padiglione L e che, per chi come me arrivera’ in treno, c’e’ il servizio gratuito di bus navetta ogni mezzora da e per la stazione.
Costretta a casa da un’influenza che mi trascino da un po’, ho sperimentato qualche metodo alternativo per unire i quadrati, ma alla fine quello che mi piace di piu’ e’ quello indicato sul foglio delle istruzioni: si sovrappongono due quadrati, lasciando il lato diritto all’interno, si entra con l’uncinetto negli anellini che formano il petalo dei due quadrati, e si uniscono con una maglia bassissima (detta anche mezza maglia bassa). Poi si eseguono 2/3/4 catenelle (a seconda della grossezza del filo) e si rientra negli anellini successivi, unendoli con la maglia bassissima. E cosi’ via.
Per i quadrati che sto facendo - che alla fine formeranno una sciarpetta - faccio girare due volte il filo intorno ai dentini (vedi foto a sinistra), per rendere il lavoro un po’ piu’ pieno.
Una volta uniti i quadrati, ho notato che tra l’uno e l’altro si forma troppo spazio (punti segnati con le x rosse nella foto al centro). Non sapendo come fare per evitare che nell’unione ci siano dei “buchi”, ho pensato di tapparli facendo degli anellini in piu’ (punti indicati col verde) con ago e filo.
Ci tengo a precisare che anche per me il telaietto e’ una novita’, quindi non ho che da imparare, e chiunque ne sappia qualcosa e’ caldamente invitato a informarmi!!! :)))
Altra questione importante e’ che, una volta terminato il quadrato, ci saranno due lati uguali tra loro e diversi dagli altri due. I primi hanno i petali/anellini ben distinti, gli altri due lati hanno invece anche degli anelli piu’ larghi - e sono praticamente i lati in cui (nella fase in cui si creano trama e ordito sul telaietto) si passa il filo da un dentino al dentino a fianco (vedi lati segnati col blu nella foto a destra). Il numero di questi anelli piu’ larghi - che formano una sorta di filo “a ponte” tra un petalo e l’altro - dipende da come si chiudono gli incroci (uno ad uno, due a due).
Nella fase di unione dei quadrati ho avuto qualche difficolta’ proprio con questi due lati.
L’unica soluzione che ho trovato, per ora, e’ stata quella di “inglobare” questo filo in 2/3/4 m. bassissime, per poi passare al petalo successivo. Queste m. bassissime sono in pratica la sostituzione delle catenelle che si fanno quando si uniscono i quadrati sugli altri due lati diversi.
E’ un lavoretto fatto con il gruppo di free.it.hobby.decoupage.
Il tema proposto era quello di S.Valentino, festa che non festeggio. Tuttavia, uno dei regali ricevuti lo scorso Natale era guarda caso un cuore, nero, pesantissimo, che non mi piaceva per niente.
Ho tolto l’impalcatura, l’ho imbiancato, rigato, fiorato.
Ora e’ meno triste :)
E’ un modello di Mani di Fata di qualche anno fa. E’ semplice da fare e indossato sta benissimo.
L’ha fatto mia mamma :)
e non e’ per me :(
Qui si vede la chiusura degli incroci centrali e quindi del lavoro.
http://www.youtube.com/watch?v=ifHR7312GV8
In questo video faccio vedere in che modo si fermano gli incroci della tessitura, che andranno poi a creare il disegno.
Quello che mostro nel video non e’ l’unico motivo che si puo’ realizzare, e una volta imparata la tecnica potrete sperimentarne altri.
E’ davvero semplicissimo.
http://www.youtube.com/watch?v=QoZtXNf_euQ
In questo video si puo’ vedere come si crea la tessitura base, dalla quale si parte per creare il disegno desiderato. Questo avviene tramite “strozzature” dei vari incroci, utilizzando un ago da materassaio.
Purtroppo Youtube questa sera era lentissimo, quindi e’ rimandata a domani la pubblicazione delle restanti istruzioni.
http://it.youtube.com/watch?v=HSoxDdHxTFM

Finalmente sono riuscita a realizzare le videoistruzioni per il telaietto.
Entro domani mattina le pubblichero’.
Potete trovare alcune informazioni qui, sul sito di Hobbydonna.it.
E’ il titolo dell’ultimo film di Julia Roberts (knitter appassionata), ed e’ un adattamento dell’omonimo romanzo di Kate Jacobs.
Parla di una madre single che, con la figlia adolescente, cerca di gestire al meglio un negozio di lane, il Walker & Daughter di New York. Con un gruppo di clienti si riunisce il venerdi’ sera per chiacchierate e sferruzzate in compagnia. Fino a quando…
Fino a quando non so :) Spero solo che il film esca anche in Italia.
Ben due settimane senza scrivere…
Nel frattempo ho fatto un po’ di cose, soprattutto ho lavorato, ma ho anche portato a termine alcune cose che avevo in sospeso da un po’. Come ad esempio i tre barattoli della Illy, che un’amica mi ha chiesto di decorare almeno due anni fa… Alla faccia della pigrizia!
In realta’ piu’ che di pigrizia si e’ trattato di mancanza di ispirazione, nonostante io abbia in casa una quantita’ vergognosa di carte. Qualcuno ne vuole un po’? :)
Il portacandela e’ decorato sottovetro, e’ stato un tentativo venuto cosi’ e cosi’. In alcuni punti il fondo bianco dato sul retro dell’immagine e’ penetrato anche nell’immagine, e non mi era mai successo. Comunque, che importa?! con dentro una bella candela accesa fa ugualmente la sua bella figura.
Anche se ultimamente non faccio altro che parlare di lana, forcella, tricotin e sferruzzamenti vari, la mia prima passione - anche se in fase di ridimensionamento - rimane il decoupage.
Una passione nata piu’ o meno quindici anni fa e che ha seguito le tappe classiche di chi si avvicina a questa tecnica: decoupage base, craquele’, varie tecniche sui fondi, tovagliolo ecc. ecc.
Non amo il decoupage fiorelloso e pittorico, le tegole tanto in voga in questo periodo, il sospeso trasparente, il finto affresco e un po’ anche le tecniche a rilievo.
Il decoupage che piace a me e’ quello sotto vetro, come quello del newyorkese John Derian. Se solo avessi la sua collezione di stampe…
Nelle foto in alto la mia prima palla natalizia di quest’anno (non so se ne faro’ altre), che partecipa ad un lavoro di gruppo organizzato con il newsgroup free.it.hobby.decoupage :)
E’ una palla in plastica decorata dall’interno, per meta’ con tovagliolo e l’altra meta’ con la tecnica della velatura artistica della CreoArt.
I nastri, la passamaneria, le roselline e la ghianda sono tutti materiali di recupero.
L’anno scorso ho visto fare delle decorazioni per l’albero di Natale con la forcella.
E’ semplicissimo, basta fare una piccola striscia con lana o cotone (ma anche canapa e rafia), che poi viene chiusa ad anello - sembra un fiocco di neve (vedi foto).
Gli anelli che resteranno nella parte interna del lavoro dovranno essere piu’ piccoli rispetto a quelli lasciati all’esterno. Per fare questo basta decentrare la parte lavorata ad uncinetto.
Se non piacciono troppo molli, una volta chiusi a cerchio, i “fiocchi” si possono inamidare - con il classico amido, con la colla di pesce o con una soluzione di acqua e zucchero.
Soluzione acqua e zucchero: preparare 1 parte di zucchero e 6 di acqua; portare l’acqua ad ebollizione ed aggiungere lo zucchero; tenendo il fuoco lento, lasciare evaporare un pochino l’acqua mescolando in continuazione; lasciare raffreddare lo sciroppo ed immergere il lavoro fino a che sara’ ben inzuppato; stendere all’aria (in piano) mettendo il lavoro in forma e lasciarlo asciugare per almeno un giorno (evitando di toccarlo).
Ed infine l’unione delle strisce, per poter confezionare sciarpe, scialli, gonne, maglie ecc. ecc.
http://www.youtube.com/watch?v=39yzSlfCX4o
Ecco come chiudere e smontare il lavoro dalla forcella, la parte piu’ semplice :)
http://www.youtube.com/watch?v=xaRDaNqbRt4
Qui la forcella e’ posizionata nella sua larghezza massima e la lavorazione che eseguo e’, credo, quella piu’ semplice. Ed e’ anche l’unica che conosco.
Nel prossimo video spieghero’ come unire le strisce create dalla forcella.
http://www.youtube.com/watch?v=oygcKiXXWPo
Infine ecco come chiudere le maglie.
http://www.youtube.com/watch?v=X7baWuORayw
Qui spiego come fare per passare ad un altro gomitolo (si possono fare cordoncini a piu’ colori) e come smontare il lavoro.
http://www.youtube.com/watch?v=UGYBc7Zk2zo
Qui ribadisco la fase iniziale, per poi procedere con la lavorazione vera e propria.
So di aver fatto una ripetizione, ma mi dispiace cancellare il mio primo youtube del post precedente :)
http://www.youtube.com/watch?v=s5PSAm3gAtU
Abbiate pazienza, ma non e’ facile non incartarsi con le parole quando ci si registra :) - quindi tra pochissimo anche il seguito. Che e’ poi la parte piu’ importante.
http://www.youtube.com/watch?v=AcePipiniGw
Oggi ho finito il dietro della maglia a trecce avviato ormai qualche settimana fa.
E’ un lavoro che ho iniziato velocemente, ma che ho poi interrotto per vari motivi.
Sara’ un maglioncino con una zip sul davanti e - ancora non so bene come fare -, ma vorrei che le maniche fossero staccabili.
Mi faro’ venire un’idea.
Tempo fa, quando giravo per negozi in cerca di un’idea regalo, ero solita scartare la maggior parte delle idee con la spontanea presunzione del tipo “ma questo lo posso fare anche io”, quindi perche’ spendere soldi?
Naturalmente poi non facevo nulla, ma dentro la mia testa avevo gia’ elaborato la tecnica di costruzione, che in fondo e’ la mia piu’ grossa curiosita’: il capire come si fa.
Recentemente, sfogliando la rivista Le idee di Casamia, ho notato una fotografia di un paio di ciabatte con tanto di custodia, realizzate a maglia con motivo a trecce e suola in pelle. Molto semplici, come si puo’ intuire dalla foto (purtroppo non molto nitida).
Il prezzo e’ piuttosto alto, sono di marca e il filato e’ cachemire.
Conclusione: le ciabatte ai ferri posso farle da me :)
Alla fiera di Assago ho trovato in offerta a 10 euro un barattolo con spugnetta di inchiostro nero e 15 timbri della Aladine, tutti a tema “gatto” e con qualche topolino ;)
Erano in vendita allo stand di Futura Premana, che tratta ogni tipo di forbice, taglierini, perforatori, lime ecc. Davvero fornitissimo.
Con quei timbri vorrei provare a realizzare dei biglietti di auguri con la tecnica Embossing, che non ho mai provato.
_________
Riferimenti:
- Aladine: il sito e’ molto carino!
- Futura Premana: il sito e’ ancora in costruzione.
L’Operazione Sorriso - che terminera’ all’Hobby Show di Napoli - e’ un’iniziativa lodevole e che ha richiesto un massiccio impegno da parte di Gabriella di Hobbydonna e Daniela de La Compagnia del Cotone di Torino.
Non ha avuto buoni risultati, nonostante i pezzi realizzati fossero davvero carini, alcuni molto belli. Ci sono state delle persone che chiedevano addirittura quanta lana servisse per realizzare il tal capo in beneficienza…
Spero che dopo Napoli, l’associazione Ridere per Vivere riesca comunque ad avere un supporto vendendo gli articoli rimasti.
Knitaly ha regalato per l’Operazione Sorriso il suo bellissimo bsj, un golfino per un neonato.
Leggendo abitualmente il suo blog, avevo seguito le fasi di lavorazione, ed e’ stato emozionante vederlo tra i pezzi da catalogare per poi vendere in fiera.
Quando sono andata ad Assago ho visitato ovviamente anche lo stand delle Lane Mondial, che esponevano il materiale dell’O. Sorriso.
In bella vista c’era il bsj, ancora invenduto, e non ho resistito… ;)
Ora e’ qui a casa con me, in attesa di essere donato ad un cuccioletto.
_________
Riferimenti:
- Hobbydonna
- La Compagnia del Cotone
- Associazione Ridere per Vivere
- Hobby Show di Napoli
- Lane Mondial
Questa volta a Vicenza, ma solo come visitatrice.
Armata di macchina fotografica, blocchetto degli appunti e spazio per gli eventuali acquisti :)
La fiera e’ quella di Abilmente, sempre bellissima, con atelier, esposizioni, mostre concorso, ed ovviamente tutti gli stand da visitare.
Tra gli stand di Filiamo ce n’era uno particolarmente bello. Era quello di Namaste Sathi, che purtroppo ha un sito internet ancora in costruzione, ma se volete vedere i suoi prodotti andate qui, e anche qui .
Si tratta di matasse e gomitoli - ma anche di prodotti finiti - in fibre naturali come ortica, canapa, seta riciclata e lana cardata.
La canapa e’ un po’ rigida, quindi adatta ad esempio per le borse, mentre l’ortica e’ sottilissima e cruda, e la sua lavorazione ha prodotto dei risultati per me incantevoli.
Mi sono permessa il lusso di acquistare un gomitolone di 250 g di seta riciclata dai sari, che non sono altro che gli abiti femminili tipici indiani, nepalesi, del Bangladesh e Sri Lanka.
Namaste Sathi si occupa di commercio equo solidale, e’ francese e tratta prodotti nepalesi - namastesathi7@aol.com.
Oramai ho il potere, e quello scialle di qualche post fa sara’ mio! :)
Ho fatto il corso di forcella ieri in fiera e devo dire che la tecnica e’ piuttosto semplice, sebbene sia quasi indispensabile vedere la lavorazione almeno una volta (quantomeno per le poco esperte di uncinetto, come me). Ho fatto una sciarpa bicolore, con due fiorellini ad uncinetto alle estremita’.
Daniela - una dimostratrice a dir poco squisita della Coats Cucirini - mi ha insegnato ad usare forcella e tricotin, ma non il tricotin manuale, bensi’ quello “a manovella”. Mi spiego meglio: si tratta di un attrezzino dotato di quattro aghi con linguetta (come quelli delle macchine da maglieria), una manovella ed un pesetto. E’ semplicissimo e velocissimo.
Questa mattina, ancora in preda all’eccitazione da novita’, ho fatto la mia prima stringa tubolare e due fiorellini, che sono diventati una collana/braccialetto.
Oltre alla bigiotteria, il tricotin permette di fare altre cose molto carine, come ad esempio borse, cinture, cappellini, decorazioni e vari altri accessori - mentre con la forcella si possono fare scialli, sciarpe, maglie, copertine, fiorellini, decori natalizi…
(Angolo di pubblicita’ spudorata: forcella e tricotin si possono acquistare on-line sullo store di Hobbydonna.it)
Domani giornatona ad Assago!
Oltre ad aiutare Gabriella di Hobbydonna nel suo stand, partecipero’ anche ad un corso di forcella e mi addentrero’ tra i vari banchi espositivi per carpire le novita’ e preparare la mia recensione.
![]()
foto di Yarn Boy
E’ vero che so lavorare ai ferri da molti anni, ma non ho mai fatto nulla di complesso.
Ho sempre sfruttato il lavoro a maglia come una sorta di spazio rilassante, un’attivita’ che mi potesse permettere di pensare anche ad altro. Per questo motivo, principalmente, non ho mai iniziato un lavoro che richiedesse un frequente conteggio di maglie e particolare attenzione.
La voglia di cominciare a fare anche qualcosa di piu’ impegnativo e’ nata da quando mi sono lasciata intrappolare dalla rete, tra blog e siti di maglia di tutto il mondo.
Una delle prime foto che ho salvato, e’ stata quella di una coperta entrelac (vedi foto) dal blog di Yarn Boy. Dopodiche’ ci sono stati mille altri modelli di accessori vari da poter copiare o da cui trarre ispirazione. Data la moltitudine di input, quella coperta era scivolata in coda a tutte le cose che vorrei fare.
Fino ad oggi, quando ho visitato il blog di Knitaly :) e letto il suo articolo sul nostepinne - un attrezzo in legno per arrotolare la lana in gomitoli. Questo articolo mi ha portato ad un altro blog, dove si parla anche della tecnica entrelac.
Ed ecco che mi e’ tornata alla mente la coperta di Yarn Boy.
Qui ho trovato un tutorial in inglese per una sciarpa entrelac, in formato PDF.
Qui il Betta’s Knitionary, un dizionario inglese-italiano di termini tecnici per maglia ed uncinetto. Dal sito Unfilodi.
![]()
(da Mani di fata, spec. Scialli)
Ecco il modello dello scialle a forcella che vorrei fare, e’ sullo speciale Scialli di Mani di fata. Sulla rivista ci sono anche le istruzioni, con tanto di disegnino, e non sembra una tecnica difficile, anzi.
Comunque, tra due settimane andro’ in Fiera e potro’ seguire i corsi e le dimostrazioni.
Vi ricordate le bamboline di carta? E i loro vestitini con le “linguette” per fissarli?
Mi piacevano un sacco!
Ho scoperto che si creano ancora e che ci sono appassionati che le acquistano e collezionano.
Nel sito www.paperdolls.com si trovano bamboline con abiti dal design particolare e personaggi letterari e del passato, e la cosa divertente e’ che si possono vestire on-line (cercate la pagina “Dress the dolls”).
Per provare, invece, l’ebbrezza di vestire realmente una paper doll, si possono stampare e ritagliare dei set dal sito New Generation of Paperdolls, bamboline di nuova generazione disegnate da un’artista finlandese.
Questi sono solo due tra i molti siti che offre la rete.
Una domenica attiva.
Per iniziare bene il pomeriggio ho preparato per pranzo orecchiette alle cime di rapa e pomodoro (mi sono inventata la ricetta).
E si tratta di orecchiette made in Bari!!! da Tonia, un’amica del newsgroup free.it.hobby.decoupage. Buonissime :p
Data la generosissima quantita’ arrivata, ho gia’ deciso che la loro prossima “morte” sara’ con il ragu’ di carne.
Oggi mi sto dedicando a tre lavori: un maglioncino ai ferri, una scatolina ed un sasso da decoupare.
Il maglioncino sara’ con le trecce - come si vede nella foto - e con le maniche staccate, almeno questo e’ il mio progetto. Mi piacerebbe fare delle maniche da poter applicare con dei bottoni o qualcosa di simile, da poter staccare al bisogno.
I due lavori a decoupage saranno invece dei lavori molto semplici, che sto documentando passo passo con delle fotografie. Se verranno sufficientemente bene mi piacerebbe pubblicare i due progetti sul sito in costruzione del newsgroup di cui sopra.
Dal 19 al 21 ottobre, presso il Datch Forum di Assago, ci saranno le due manifestazioni Hobby Show e Filiamo, la prima fiera dedicata al mondo tessile, che vedra’ anche la partecipazione di Hobbydonna, impegnata anche nell’Operazione Sorriso - come ho gia’ scritto in questo articolo).
Presso lo stand di Hobbydonna, dove ci saro’ anche io, verranno organizzati corsi di tricotin, gioielli in feltro, forcella e giocattoli all’uncinetto.
Qui tutte le informazioni.
Non vedo l’ora di imparare ad usare la forcella, perche’ ho per le mani lo schema di uno scialle/sciarpa bellissimo!
Era ora!
Anzi, sarebbe stata ora un mesetto fa… ma non fa niente. Ci sono ancora giornate calde per sfoggiarla.
Ho chiuso la parte dietro con qualche riga a coste ed ho accavallato i punti per chiudere il lavoro. Per cercare di dare piu’ sostegno, ho accavallato due punti insieme ogni quattro e sembra sia stata una buona idea. In ogni caso ci sono le spalline che sorreggono bene.
Inoltre ho fatto due fiorellini ad uncinetto, che ho applicato alla base delle spalline sul davanti, per coprire un piccolo difetto di una delle due.
Dopo aver finalmente terminato la canotta in cotone verde (devo ancora confezionarla pero’, poi postero’ la foto), e’ giunto il momento della lana. E’ un misto tra merinos, alpaca ed acrilico. Era in offerta e l’ho presa senza pensarci troppo.
L’intenzione e’ quella di farmi un piccolo golfino facile facile e svelto svelto.
Devo ancora trovare il modello, ma per fortuna sul web ci sono un’infinita’ di schemi gratuiti.
Nel sito della Dover Publications potete trovare libri di vario genere: arte, disegno, storia, ecc.
Collegandovi a questa pagina del sito ed inserendo un vostro indirizzo e-mail, potrete ricevere ogni settimana delle immagini da scaricare gratuitamente.
Si tratta di vecchie locandine, illustrazioni vittoriane, paper dolls :), stampe di botanica, pin up, e cosi’ via.
Il mio archivio e’ ormai piuttosto vasto e qualche immagine mi e’ gia’ servita per alcune decorazioni a decoupage. Basta avere una buona stampante ed isolare l’immagine con lacca per capelli.
Stefania (o Essebi) di free.it.hobby.decoupage - un newsgroup dedicato al decoupage, e non solo - aveva segnalato il sito di Patricia Waller, un’artista tedesca.
Se andate a vedere nelle Images del sito potrete ammirare delle originalissime, divertenti, a volte macabre e sconvolgenti realizzazioni ad uncinetto.
Certo, non hanno alcun utilizzo se non quello espositivo, ma denotano una vena artistica singolare.


























