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Dato che non ho per il momento il tempo di fare nulla con le mie manine, vi faccio vedere i lavori realizzati da altri.
Prima è toccato alle tartarughine di Scarabocchio, ora è la volta degli Amigurumi di Rita. Non sono carinissimi?

Questa tecnica giapponese mi piace moltissimo, è in circolo almeno da due o tre anni, ma io l’ho conosciuta più recentemente. Gli Amigurumi sono dei piccoli animaletti o altri oggetti imbottiti, lavorati sia con l’uncinetto che con i ferri.
In rete si trova molto materiale da spulciare, e per chi vuole cimentarsi esistono numerosi tutorials. Ad esempio qui e qui (sono in inglese).

Il primo pupazzo Amigurumi che mi è capitato di vedere è forse il più noto. Si tratta di Amineko, un gatto nato dalla fantiasia di una ragazza giapponese, Nekoyama. Ho letto in alcuni blog che questa ragazza fotografa i suoi gatti in posa, oppure li porta con sè e li fotografa in giro per il Giappone. Tutto ciò mi ricorda quello che faccio io con il mio papero, ma questa è un’altra storia.

Nekoyama ha realizzato e tradotto in inglese lo schema del suo Amineko, tutto senza scopo di lucro. Perciò, chi volesse knittare o crochettare il proprio gatto Amigurumi, lo faccia con lo stesso spirito.

Qui sotto i gatti di Nekoyama in posa.

Butterfly Loom

Dopo due settimane dall’ordine è arrivato! che bello…

Nella confezione ci sono: il telaietto (22.5 cm x 22.5 cm), un ago, un libretto con le istruzioni e un dvd con le videoistruzioni, che ancora non ho visto.  E’ un bel quadratone, nonostante sia un medium. Esiste anche il large, che con un quadrato solo ti fa un poncho per bimba :)

E’ fatto praticamente di compensato spesso, con un’astina che blocca il telaio durante la lavorazione, e che lo sblocca per far piegare le “ali” e smontare il lavoro.
Questa sera lo proverò, ed entro qualche giorno conto di fare il video.

cotone blu e bianco cotone grigio e bianco
cotone neutro filo di scozia borsa per ferri e gomitoli

Per motivi vari, sono riuscita solo oggi ad acquistare il cotone per fare la canotta di un paio di post fa.
Ero già preparata a cosa sarebbe successo una volta entrata in negozio, e devo dire che mi sono fatta una discreta resistenza, considerate tutte quelle offerte…
Oltre al cotone blu e bianco per il top, ho portato a casa altro cotone bianco e grigio topo, cotone filo di scozia color ecru e una borsa porta ferri ecc. per mia mamma :)

La cosa divertente di questo mio nuovo lavoro ai ferri è che lo farò in contemporanea con un’amica che vive a parecchi km da me. Così “parecchi” che potremo aggiornarci sul procedere dei rispettivi lavori solo attraverso e-mail e fotografie.
Tonia ha già fatto il campioncino, ora tocca a me!

Butterfly loom medium
Springbeautyfarm.com

Un nuovo videocorso in arrivo!

canotta blu con righe bianche
dalla rivista Idee e filati spec. n. 11, di Lane Mondial

Vediamo di ritornare al lavoro, riprendere in mano i ferri del mestiere e fare qualcosa.

E’ da troppo tempo che sono ferma, il mio ultimo lavoro è stata la sciarpa con il telaietto. Di idee in testa ne ho tantissime, quindi iniziamo!
Ho preso spunto da un modellino di Lane Mondial, che Hobbydonna ha pubblicato nei progetti di maglia. Ci sarebbe anche un bel cardigan da abbinare, ma iniziamo con qualcosa di svelto, che per me le maniche sono sempre state un ostacolo altissimo da superare.

sciarpatelaietto.jpg sciarpaconbordino.jpg

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Ho finito la sciarpa, in una bella giornata di primavera…
Credo proprio che la inaugurero’ l’inverno prossimo.
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Se volete un consiglio, con il telaietto non usate una lana che si sfibra facilmente. Con quella che ho usato io non sono mai riuscita a terminare un quadrato senza che il filo si fosse spezzato. Inoltre, tende a deformare un po’ il lavoro.

Un’altra cosa che non mi piace molto e’ il buco che si forma sui lati tra un modulo e l’altro.
Certo e’ che, trattandosi di una sciarpa, una volta annodata al collo qualsiasi imperfezione sparisce.
E poi io non sono una perfezionista ;)

Nella foto a destra si vede la sciarpa con un bordino “a festoni” e le frange.

largeloomb.jpg medb.jpg smloomb.jpg
babyloomb.jpg rectangleloom.jpg
Queste immagini sono state prese dal sito http://www.thebutterflyloom.com/
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Ma quanti tipi di telaietto esistono?
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Rosy, una mia lettrice :), mi ha inviato un link interessantissimo (pagina da cui si arriva anche al sito delle immagini qui sopra).
Avete presente quando si passa da un link all’altro, che poi non ci si ricorda piu’ da dove si e’ partiti? Ecco, a me accade spessissimo (sempre…), ed e’ successo anche questa volta: mi sono persa nelle trame dei Looms.
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Succede che un giorno Scarabocchio mi chiede se ho mai visto un certo tipo di telaio, linkandomi una foto. Si trattava del Knitting Loom, mai visto. Pero’ Rosalia si (e’ un’altra amica del blog) e mi dice che su youtube esistono anche dei video.

Ed ecco che arriva anche il link da Rosy, di cui sopra.
Si tratta del Butterfly Loom, che assomiglia moltissimo al telaietto di metallo, solo che si apre e chiude a farfalla per lavorare/smontare il lavoro.
Ci sono misure e forme diverse, tra cui una che riproduce un bel quadratone, adatto per fare coperte.
Se andate nella homepage del sito non perdetevi la sezione Small Looms & Daisy Winder: fiori fatti con piccoli telaietti tondi e triangolari, ma soprattutto template di telaietti fai-da-te, ritagliati da plastica flessibile come quella dei contenitori del gelato.
Il sito e’ in inglese, ma anche se non conoscete la lingua cliccate selvaggiamente su ogni link almeno per vedere le immagini, che gia’ con quelle ci si fa un’idea.

Le due cose nel titolo sono quelle che mi sono portata appresso dalla fiera di Vicenza.

Si fanno entrambe con l’uncinetto e mi sono state insegnate da una signora a dir poco disponibile. Si chiama Renata Serra ed e’ una vera e propria esperta di ricamo, merletto, cucito, patchwork e naturalmente maglieria.
Ho passato molto tempo al suo tavolo e non l’ho mai vista stanca di insegnare. Una vera e propria appassionata della divulgazione senza scopo di lucro. E questa e’ una cosa che mi e’ piaciuta molto, e non perche’ io non abbia sborsato un euro per apprendere cose che non conoscevo, ma proprio per il concetto che e’ bello passare agli altri quello che si sa.

Il punto canna (foto a sinistra) e’ un punto molto vecchio, che si faceva con uncinetto e canna di bambu’.
Ora si puo’ usare qualsiasi cosa che sia liscia, come il manico di una scopa, un tubo qualsiasi, un ferro da maglia grosso.
Dopo aver eseguito una serie di catenelle (io ho fatto un multiplo di quattro + 1, sempre su indicazione dell’insegnante), si fa girare il filo intorno alla canna, si infila l’uncinetto nella seconda catenella e si prende il filo che si e’ fatto girare intorno alla canna, eseguendo una maglia bassa. Cosi’ fino in fondo alla fila di catenelle.
A questo punto si sfila la canna e si avra’ una serie di anelli (che sono poi la base del punto pelliccia), si fanno 3 catenelle, si infila l’uncinetto in quattro anelli e si chiude con una m. bassa e poi ancora tre m. basse, sempre nei quattro anelli. Poi si passa ai successivi quattro, fino in fondo. Al giro seguente si riprende la canna e si rifa’ il giro entrando in ogni punto.

La rosa irlandese (foto a destra) e’ un po’ piu’ complicata da spiegare, e per il momento vi lascio giusto la foto :) In un altro articolo mettero’ le istruzioni, ammesso che io riesca a decifrare la mia scrittura da appunti :p

Ci sono altre cose da dire sulla fiera, ma anche quelle “a poi”.

telaietto.jpg telaiettounionequadrati.jpg quadrato al telaietto

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Costretta a casa da un’influenza che mi trascino da un po’, ho sperimentato qualche metodo alternativo per unire i quadrati, ma alla fine quello che mi piace di piu’ e’ quello indicato sul foglio delle istruzioni: si sovrappongono due quadrati, lasciando il lato diritto all’interno, si entra con l’uncinetto negli anellini che formano il petalo dei due quadrati, e si uniscono con una maglia bassissima (detta anche mezza maglia bassa). Poi si eseguono 2/3/4 catenelle (a seconda della grossezza del filo) e si rientra negli anellini successivi, unendoli con la maglia bassissima. E cosi’ via.

Per i quadrati che sto facendo - che alla fine formeranno una sciarpetta - faccio girare due volte il filo intorno ai dentini (vedi foto a sinistra), per rendere il lavoro un po’ piu’ pieno.

Una volta uniti i quadrati, ho notato che tra l’uno e l’altro si forma troppo spazio (punti segnati con le x rosse nella foto al centro). Non sapendo come fare per evitare che nell’unione ci siano dei “buchi”, ho pensato di tapparli facendo degli anellini in piu’ (punti indicati col verde) con ago e filo.
Ci tengo a precisare che anche per me il telaietto e’ una novita’, quindi non ho che da imparare, e chiunque ne sappia qualcosa e’ caldamente invitato a informarmi!!! :)))

Altra questione importante e’ che, una volta terminato il quadrato, ci saranno due lati uguali tra loro e diversi dagli altri due. I primi hanno i petali/anellini ben distinti, gli altri due lati hanno invece anche degli anelli piu’ larghi - e sono praticamente i lati in cui (nella fase in cui si creano trama e ordito sul telaietto) si passa il filo da un dentino al dentino a fianco (vedi lati segnati col blu nella foto a destra). Il numero di questi anelli piu’ larghi - che formano una sorta di filo “a ponte” tra un petalo e l’altro - dipende da come si chiudono gli incroci (uno ad uno, due a due).

Nella fase di unione dei quadrati ho avuto qualche difficolta’ proprio con questi due lati.
L’unica soluzione che ho trovato, per ora, e’ stata quella di “inglobare” questo filo in 2/3/4 m. bassissime, per poi passare al petalo successivo. Queste m. bassissime sono in pratica la sostituzione delle catenelle che si fanno quando si uniscono i quadrati sugli altri due lati diversi.

maglionetreccerosso.jpg

E’ un modello di Mani di Fata di qualche anno fa. E’ semplice da fare e indossato sta benissimo.

L’ha fatto mia mamma :)
e non e’ per me :(

Qui si vede la chiusura degli incroci centrali e quindi del lavoro.
http://www.youtube.com/watch?v=ifHR7312GV8

In questo video faccio vedere in che modo si fermano gli incroci della tessitura, che andranno poi a creare il disegno.
Quello che mostro nel video non e’ l’unico motivo che si puo’ realizzare, e una volta imparata la tecnica potrete sperimentarne altri.
E’ davvero semplicissimo.
http://www.youtube.com/watch?v=QoZtXNf_euQ

In questo video si puo’ vedere come si crea la tessitura base, dalla quale si parte per creare il disegno desiderato. Questo avviene tramite “strozzature” dei vari incroci, utilizzando un ago da materassaio.

Purtroppo Youtube questa sera era lentissimo, quindi e’ rimandata a domani la pubblicazione delle restanti istruzioni.
http://it.youtube.com/watch?v=HSoxDdHxTFM

telaietto.jpg

Finalmente sono riuscita a realizzare le videoistruzioni per il telaietto.
Entro domani mattina le pubblichero’.

Potete trovare alcune informazioni qui, sul sito di Hobbydonna.it.

fridaynightknittingclub.jpg

E’ il titolo dell’ultimo film di Julia Roberts (knitter appassionata),  ed e’ un adattamento dell’omonimo romanzo di Kate Jacobs.

Parla di una madre single che, con la figlia adolescente, cerca di gestire al meglio un negozio di lane, il Walker & Daughter di New York. Con un gruppo di clienti si riunisce il venerdi’ sera per chiacchierate e sferruzzate in compagnia. Fino a quando…
Fino a quando non so :) Spero solo che il film esca anche in Italia.

fiori a forcella

L’anno scorso ho visto fare delle decorazioni per l’albero di Natale con la forcella.
E’ semplicissimo, basta fare una piccola striscia con lana o cotone (ma anche canapa e rafia), che poi viene chiusa ad anello - sembra un fiocco di neve (vedi foto).
Gli anelli che resteranno nella parte interna del lavoro dovranno essere piu’ piccoli rispetto a quelli lasciati all’esterno. Per fare questo basta decentrare la parte lavorata ad uncinetto.

Se non piacciono troppo molli, una volta chiusi a cerchio, i “fiocchi” si possono inamidare - con il classico amido, con la colla di pesce o con una soluzione di acqua e zucchero.

Soluzione acqua e zucchero: preparare 1 parte di zucchero e 6 di acqua; portare l’acqua ad ebollizione ed aggiungere lo zucchero; tenendo il fuoco lento, lasciare evaporare un pochino l’acqua mescolando in continuazione; lasciare raffreddare lo sciroppo ed immergere il lavoro fino a che sara’ ben inzuppato; stendere all’aria (in piano) mettendo il lavoro in forma e lasciarlo asciugare per almeno un giorno (evitando di toccarlo).

Ed infine l’unione delle strisce, per poter confezionare sciarpe, scialli, gonne, maglie ecc. ecc.
http://www.youtube.com/watch?v=39yzSlfCX4o

Ecco come chiudere e smontare il lavoro dalla forcella, la parte piu’ semplice :)
http://www.youtube.com/watch?v=xaRDaNqbRt4

Qui la forcella e’ posizionata nella sua larghezza massima e la lavorazione che eseguo e’, credo, quella piu’ semplice. Ed e’ anche l’unica che conosco.

Nel prossimo video spieghero’ come unire le strisce create dalla forcella.
http://www.youtube.com/watch?v=oygcKiXXWPo

Infine ecco come chiudere le maglie.
http://www.youtube.com/watch?v=X7baWuORayw

Qui spiego come fare per passare ad un altro gomitolo (si possono fare cordoncini a piu’ colori) e come smontare il lavoro.
http://www.youtube.com/watch?v=UGYBc7Zk2zo

Qui ribadisco la fase iniziale, per poi procedere con la lavorazione vera e propria.
So di aver fatto una ripetizione, ma mi dispiace cancellare il mio primo youtube del post precedente :)
http://www.youtube.com/watch?v=s5PSAm3gAtU

Questo e’ l’avvio del lavoro con il tricotin a manovella.
Abbiate pazienza, ma non e’ facile non incartarsi con le parole quando ci si registra :) - quindi tra pochissimo anche il seguito. Che e’ poi la parte piu’ importante.
http://www.youtube.com/watch?v=AcePipiniGw

 

 

Maglia trecce

Oggi ho finito il dietro della maglia a trecce avviato ormai qualche settimana fa.
E’ un lavoro che ho iniziato velocemente, ma che ho poi interrotto per vari motivi.
Sara’ un maglioncino con una zip sul davanti e - ancora non so bene come fare -, ma vorrei che le maniche fossero staccabili.
Mi faro’ venire un’idea.

ciabatte ai ferri
(da Le idee di Casamia)

Tempo fa, quando giravo per negozi in cerca di un’idea regalo, ero solita scartare la maggior parte delle idee con la spontanea presunzione del tipo “ma questo lo posso fare anche io”, quindi perche’ spendere soldi?
Naturalmente poi non facevo nulla, ma dentro la mia testa avevo gia’ elaborato la tecnica di costruzione, che in fondo e’ la mia piu’ grossa curiosita’: il capire come si fa.

Recentemente, sfogliando la rivista Le idee di Casamia, ho notato una fotografia di un paio di ciabatte con tanto di custodia, realizzate a maglia con motivo a trecce e suola in pelle. Molto semplici, come si puo’ intuire dalla foto (purtroppo non molto nitida).
Il prezzo e’ piuttosto alto, sono di marca e il filato e’ cachemire.
Conclusione: le ciabatte ai ferri posso farle da me :)

bsj knitaly

L’Operazione Sorriso - che terminera’ all’Hobby Show di Napoli - e’ un’iniziativa lodevole e che ha richiesto un massiccio impegno da parte di Gabriella di Hobbydonna e Daniela de La Compagnia del Cotone di Torino.
Non ha avuto buoni risultati, nonostante i pezzi realizzati fossero davvero carini, alcuni molto belli. Ci sono state delle persone che chiedevano addirittura quanta lana servisse per realizzare il tal capo in beneficienza…
Spero che dopo Napoli, l’associazione Ridere per Vivere riesca comunque ad avere un supporto vendendo gli articoli rimasti.

Knitaly ha regalato per l’Operazione Sorriso il suo bellissimo bsj, un golfino per un neonato.
Leggendo abitualmente il suo blog, avevo seguito le fasi di lavorazione, ed e’ stato emozionante vederlo tra i pezzi da catalogare per poi vendere in fiera.
Quando sono andata ad Assago ho visitato ovviamente anche lo stand delle Lane Mondial, che esponevano il materiale dell’O. Sorriso.
In bella vista c’era il bsj, ancora invenduto, e non ho resistito… ;)

Ora e’ qui a casa con me, in attesa di essere donato ad un cuccioletto.

_________
Riferimenti:

- Hobbydonna
- La Compagnia del Cotone
- Associazione Ridere per Vivere
- Hobby Show di Napoli
- Lane Mondial

namaste-sathi-stand.jpg gomitolo-seta-riciclata.jpg

Tra gli stand di Filiamo ce n’era uno particolarmente bello. Era quello di Namaste Sathi, che purtroppo ha un sito internet ancora in costruzione, ma se volete vedere i suoi prodotti andate qui, e anche qui .

Si tratta di matasse e gomitoli - ma anche di prodotti finiti - in fibre naturali come ortica, canapa, seta riciclata e lana cardata.
La canapa e’ un po’ rigida, quindi adatta ad esempio per le borse, mentre l’ortica e’ sottilissima e cruda, e la sua lavorazione ha prodotto dei risultati per me incantevoli.

Mi sono permessa il lusso di acquistare un gomitolone di 250 g di seta riciclata dai sari, che non sono altro che gli abiti femminili tipici indiani, nepalesi, del Bangladesh e Sri Lanka.

Namaste Sathi si occupa di commercio equo solidale, e’ francese e tratta prodotti nepalesi - namastesathi7@aol.com.

sciarpaforcella.jpg collana tricotin

Oramai ho il potere, e quello scialle di qualche post fa sara’ mio! :)

Ho fatto il corso di forcella ieri in fiera e devo dire che la tecnica e’ piuttosto semplice, sebbene sia quasi indispensabile vedere la lavorazione almeno una volta (quantomeno per le poco esperte di uncinetto, come me). Ho fatto una sciarpa bicolore, con due fiorellini ad uncinetto alle estremita’.
Daniela - una dimostratrice a dir poco squisita della Coats Cucirini - mi ha insegnato ad usare forcella e tricotin, ma non il tricotin manuale, bensi’ quello “a manovella”. Mi spiego meglio: si tratta di un attrezzino dotato di quattro aghi con linguetta (come quelli delle macchine da maglieria), una manovella ed un pesetto. E’ semplicissimo e velocissimo.
Questa mattina, ancora in preda all’eccitazione da novita’, ho fatto la mia prima stringa tubolare e due fiorellini, che sono diventati una collana/braccialetto.

Oltre alla bigiotteria, il tricotin permette di fare altre cose molto carine, come ad esempio borse, cinture, cappellini, decorazioni e vari altri accessori - mentre con la forcella si possono fare scialli, sciarpe, maglie, copertine, fiorellini, decori natalizi…

(Angolo di pubblicita’ spudorata: forcella e tricotin si possono acquistare on-line sullo store di Hobbydonna.it)

entrelac wrap
foto di Yarn Boy

E’ vero che so lavorare ai ferri da molti anni, ma non ho mai fatto nulla di complesso.
Ho sempre sfruttato il lavoro a maglia come una sorta di spazio rilassante, un’attivita’ che mi potesse permettere di pensare anche ad altro. Per questo motivo, principalmente, non ho mai iniziato un lavoro che richiedesse un frequente conteggio di maglie e particolare attenzione.
La voglia di cominciare a fare anche qualcosa di piu’ impegnativo e’ nata da quando mi sono lasciata intrappolare dalla rete, tra blog e siti di maglia di tutto il mondo.

Una delle prime foto che ho salvato, e’ stata quella di una coperta entrelac (vedi foto) dal blog di Yarn Boy. Dopodiche’ ci sono stati mille altri modelli di accessori vari da poter copiare o da cui trarre ispirazione. Data la moltitudine di input, quella coperta era scivolata in coda a tutte le cose che vorrei fare.
Fino ad oggi, quando ho visitato il blog di Knitaly :) e letto il suo articolo sul nostepinne - un attrezzo in legno per arrotolare la lana in gomitoli. Questo articolo mi ha portato ad un altro blog, dove si parla anche della tecnica entrelac.
Ed ecco che mi e’ tornata alla mente la coperta di Yarn Boy.

Qui ho trovato un tutorial in inglese per una sciarpa entrelac, in formato PDF.

Qui il Betta’s Knitionary, un dizionario inglese-italiano di termini tecnici per maglia ed uncinetto. Dal sito Unfilodi.

scialleforcella.jpg
(da Mani di fata, spec. Scialli)

Ecco il modello dello scialle a forcella che vorrei fare, e’ sullo speciale Scialli di Mani di fata. Sulla rivista ci sono anche le istruzioni, con tanto di disegnino, e non sembra una tecnica difficile, anzi.
Comunque, tra due settimane andro’ in Fiera e potro’ seguire i corsi e le dimostrazioni.

orecchiette.jpg magliatrecce.jpg

progscatolina2.jpg progsasso1.jpg

Una domenica attiva.
Per iniziare bene il pomeriggio ho preparato per pranzo orecchiette alle cime di rapa e pomodoro (mi sono inventata la ricetta).
E si tratta di orecchiette made in Bari!!! da Tonia, un’amica del newsgroup free.it.hobby.decoupage. Buonissime :p
Data la generosissima quantita’ arrivata, ho gia’ deciso che la loro prossima “morte” sara’ con il ragu’ di carne.

Oggi mi sto dedicando a tre lavori: un maglioncino ai ferri, una scatolina ed un sasso da decoupare.
Il maglioncino sara’ con le trecce - come si vede nella foto - e con le maniche staccate, almeno questo e’ il mio progetto. Mi piacerebbe fare delle maniche da poter applicare con dei bottoni o qualcosa di simile, da poter staccare al bisogno.
I due lavori a decoupage saranno invece dei lavori molto semplici, che sto documentando passo passo con delle fotografie. Se verranno sufficientemente bene mi piacerebbe pubblicare i due progetti sul sito in costruzione del newsgroup di cui sopra.

hobbydonna.gif filiamo.jpg

Dal 19 al 21 ottobre, presso il Datch Forum di Assago, ci saranno le due manifestazioni Hobby Show e Filiamo, la prima fiera dedicata al mondo tessile, che vedra’ anche la partecipazione di Hobbydonna, impegnata anche nell’Operazione Sorriso - come ho gia’ scritto in questo articolo).

Presso lo stand di Hobbydonna, dove ci saro’ anche io, verranno organizzati corsi di tricotin, gioielli in feltro, forcella e giocattoli all’uncinetto.
Qui tutte le informazioni.

Non vedo l’ora di imparare ad usare la forcella, perche’ ho per le mani lo schema di uno scialle/sciarpa bellissimo!

Canotta davanti Canotta dietro

Era ora!
Anzi, sarebbe stata ora un mesetto fa… ma non fa niente. Ci sono ancora giornate calde per sfoggiarla.

Ho chiuso la parte dietro con qualche riga a coste ed ho accavallato i punti per chiudere il lavoro. Per cercare di dare piu’ sostegno, ho accavallato due punti insieme ogni quattro e sembra sia stata una buona idea. In ogni caso ci sono le spalline che sorreggono bene.
Inoltre ho fatto due fiorellini ad uncinetto, che ho applicato alla base delle spalline sul davanti, per coprire un piccolo difetto di una delle due.

gomitoli lana

Dopo aver finalmente terminato la canotta in cotone verde (devo ancora confezionarla pero’, poi postero’ la foto), e’ giunto il momento della lana. E’ un misto tra merinos, alpaca ed acrilico. Era in offerta e l’ho presa senza pensarci troppo.

L’intenzione e’ quella di farmi un piccolo golfino facile facile e svelto svelto.
Devo ancora trovare il modello, ma per fortuna sul web ci sono un’infinita’ di schemi gratuiti.

uncinetto patricia waller uncinetto patricia waller

Stefania (o Essebi) di free.it.hobby.decoupage - un newsgroup dedicato al decoupage, e non solo - aveva segnalato il sito di Patricia Waller, un’artista tedesca.

Se andate a vedere nelle Images del sito potrete ammirare delle originalissime, divertenti, a volte macabre e sconvolgenti realizzazioni ad uncinetto.
Certo, non hanno alcun utilizzo se non quello espositivo, ma denotano una vena artistica singolare.

canottaspallina.jpg

La canotta verde che volevo finire per la vacanza (e che avrei indossato solo un giorno su quindici), non e’ ancora finita. Mi ero arenata sulle spalline.
Le ho iniziate a punto legaccio, ma tende troppo a lasciarsi andare. Come soluzione mi era venuto in mente di applicarci sotto una fettuccia della stessa tonalita’, giusto per dare un sostegno.

Poi, la mia mamma (magliaia da molto, tantissimo tempo) mi ha detto Perche’ non provi con il tubolare?
In effetti, cosi’, la spallina e’ molto piu’ sostenuta.

Postero’ una foto quando la canotta sara’ finalmente terminata, pronta per essere messa nel reparto estate 2008 :)

davantidietro.jpg

… non verra’ con me in Irlanda.

Non manca molto: una spallina, le cuciture e la rifinitura.
Non ho voglia di fare le cose di fretta. Pazienza, portarla in viaggio era solo un’idea, quasi una sfida contro la mia pigrizia, e devo dire che mi sono data da fare :)

E poi, la’, forse l’avrei usata pochino.

Mi rimane solo il dubbio delle spalline: a punto legaccio andranno bene? mah!

canottascollo.jpg

Questa mattina mi sono svegliata presto - sono in ferie da mercoledi’ scorso :) - ed ho iniziato a sferruzzare subito dopo aver fatto colazione, nonostante Francesco avesse insinuato che sarei tornata a dormire (cosa che quando posso faccio! :p).
Ho acceso la radio e via di ferri!
Sono arrivata allo scollo ed ho fatto il primo triangolino, entro questa sera conto di fare anche l’altro.

E chissa’ che non riesca a finire la canotta per lunedi’ prossimo, cosi’ me la porto in Irlanda.
E’ pure verde! ;)

operazionesorriso.jpg

In occasione della Fiera dei tessuti Filiamo (dal 19 al 21 ottobre presso il Datch Forum di Assago, in concomitanza con l’HobbyShow) verranno esposti presso lo stand di Lane Mondial dei particolari accessori di abbigliamento e per la casa.

Particolari perche’ non saranno altro che il risultato dell’assemblaggio - a cura del negozio La Compagnia del Cotone di Torino - di tutti i campioncini di lana (lavorata ai ferri o all’uncinetto) inviati da chi vorra’ partecipare all’Operazione Sorriso.
Clicca qui per saperne di piu’.

E’ un’iniziativa di Gabriella Trionfi, la responsabile del sito Hobbydonna.it, e con la quale collaboro ormai da un anno.
Il ricavato della vendita di questi articoli verra’ interamente devoluto all’Associazione Ridere per Vivere.

magliettapriso.jpg canottaverdebaby.jpg fiori.jpg

La maglietta della foto a sinistra e’ la mia ultima creazione, dopo qualche anno di pausa dalla maglia. E’ in cotone grosso molto morbido, acquistato alla Fiera di S.Faustino di Brescia (15 febbraio) a 5 euro al Kg! Bassissimo il prezzo e perfetto per me che avevo solo voglia di riprendere in mano i ferri.
E’ in maglia rasata e punto riso nella parte alta.

Nella foto al centro si vede invece il lavoro che ho in corso ora, un top copiato (o quasi…) da uno schema di Mani di Fata. Il filato e’ della Lane Mondial ed e’ della categoria “baby”… era in offerta :)
Il filo e’ talmente sottile che lo sto lavorando doppio e con i ferri del 3 1/2. Sono ferri in bambu’, silenziosissimi mentre lavori e sorprendentemente scorrevoli. Certo, sono delicati…
E’ in maglia rasata con trafori.

Nella foto a destra ci sono dei fiori che non hanno nulla a che vedere con i ferri, ma con l’uncinetto. Il cotone e’ sempre quello da 5 euro al kg. Il fiore in alto e’ stato copiato da uno schema di Nonsolouncinetto.net, mentre gli altri due (quello a sx l’ho applicato ad un fermacapelli) sono mie varianti ad uno schema che mi ha insegnato l’amica Annamaria.
La grossa soddisfazione e’ che, prima di questi fiori, non avevo mai fatto nulla ad uncinetto, ad eccezzione di finiture dei maglioncini lavorati ai ferri.

Ho iniziato a lavorare a maglia da ragazzina, dopo aver visto per anni mia mamma che sferruzzava mentre io e mio fratello giocavamo.
Ho imparato velocemente, ma con una tecnica tutta mia: faccio un gesto relativamente ampio per portare il filo sul ferro, nonostante la mia nonna paterna abbia tentato (invano) di insegnarmi un metodo piu’ veloce ed agile.
Fatto sta che riesco a lavorare ugualmente e con soddisfazione :)

Ho riscoperto il piacere dello sferruzzare da pochi mesi, quando ho iniziato a surfare selvaggiamente tra siti e blog di maglia italiani e stranieri. Cosi’ facendo ho scoperto l’esistenza dei KnitCafe’, luoghi dove incontrarsi e lavorare a maglia tra una chiacchiera e l’altra.
Sul sito italiano Do Knit Yourself si possono vedere, tra le altre cose, i luoghi e gli orari degli incontri.

Il lavoro a maglia sta avendo una seconda giovinezza, i knit cafe’ americani sono dei luoghi molto cool, molte star del cinema si dedicano allo sferruzzamento e in rete si vedono molte, moltissime cose davvero originali.
La knitmania ha infatti ispirato la nascita di movimenti di protesta, come microRevolt, un sito americano che esorta gli amanti della maglia e del ricamo a protestare contro lo sfruttamento del lavoro che macchia nomi dell’industria mondiale, realizzando capi che riportino (a mo’di protesta) i loghi di tali aziende.

knitta.jpg

Altro movimento - meno politico, ma pur sempre originale - e’ quello della StreetArt di Knitta Please, ideato da un gruppo di giovani americani di Huston. In questo caso l’ispirazione e’ nata dai vari lavori a maglia lasciati a meta’ e dagli avanzi di gomitoli abbandonati alla polvere. Perche’ non utilizzarli per rivestire lampioni, staccionate, pilastri, cartelli ecc. ecc.?
E’ dall’agosto 2005 che alcune strade d’America espongono queste pezze d’arte, con l’etichetta “I Love Knitta” ;)

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